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Esame avvocati, domande a sorte

Domande all’orale contenute in un data base; obbligo di schermatura delle sedi d’esame; raddoppio delle corti d’appello per la correzione degli esami nei distretti con più candidati; controlli più rigorosi. E per il tirocinio non meno di 20 ore settimanali, altrimenti viene meno il requisito dell’assiduità. Sono questi alcuni degli elementi chiave contenuti nei due nuovi schemi di regolamento messi a punto dal ministero della Giustizia per dare attuazione alla riforma dell’ordinamento forense e trasmessi al Cnf.
Con il primo si disciplina lo svolgimento dell’esame e le modalità per la valutazione delle prove. Tra i punti cardine, la previsione che le domande da rivolgere ai candidati nel corso della prova orale siano estratte, in via informatica, a sorte tra quelle contenute in un data base alimentato dai quesiti predisposti dalle commissioni e dalle sottocommissioni distrettuali. In ogni caso, per aumentare il tasso di trasparenza, viene stabilito che il contenuto delle domande rivolte a ogni candidato è riportato a verbale.
I locali degli esami dovranno poi essere obbligatoriamente schermati per impedire l’uso di telefoni cellulari e apparecchi wi fi; i controlli del personale di vigilanza potranno poi essere mirati, se ci sono sospetti sull’introduzione di oggetti di cui è vietato l’ingresso nei locali d’esame, oppure a campione su un numero significativo di candidati. A ogni candidato poi andrà assegnato con criteri di casualità un tavolo personale; resta vietato l’ingresso a dettatura iniziata. Quanto alle modalità di correzione si apre alla possibilità di abbinamento tra una Corte d’appello con elevato numero di aspiranti e due o più di minori dimensioni.
Per quanto riguarda la correzione degli elaborati, lo schema di regolamento prevede la redazione di un unico verbale per ogni candidato e una sintetica motivazione dei giudizi negativi formulati.
Venendo al tirocinio, l’altro schema di regolamento predisposto dall’ufficio legislativo di via Arenula, istituisce un tetto minimo di ore, venti alla settimana, in cui il praticante deve essere presente in studio o comunque operare sotto la supervisione diretta dell’avvocato e, per quanto riguarda l’attività svolta, il decreto ricorda che il praticante deve assistere ad almeno 20 udienze per semestre e collaborare in maniera concreta allo studio delle controversie e alla redazione degli atti.
Via libera poi alla possibilità di svolgere il tirocinio contestualmente a un’attività di lavoro subordinato pubblico o privato, a patto che le modalità siano tali da permetterne lo svolgimento effettivo e non ci siano ragioni di conflitto d’interessi. Sarà però il Consiglio dell’Ordine, in concreto, ad accertare che non esistano elementi di incompatibilità e che il tirocinio sia effettivamente svolto in maniera proficua e non semplicemente formale.
Il tirocinio, che potrà essere svolto per sei mesi in un altro Paese dell’Unione europea, non può essere interrotto se non per gravi ragioni, ma lo schema di regolamento ridimensiona la causa dell’età, pure prevista dalla riforma dell’ordinamento. Se questo elemento può avere una qualche rilevanza, la può avere unicamente sul versante delle condizioni di salute, nel senso della diversa incidenza che una malattia può avere su un soggetto giovane, rispetto a uno più anziano.
Il ministero della Giustizia ha poi elaborato anche un terzo schema di decreto che riconosce al sistema informatico realizzato dal Consiglio nazionale forense il compito di tenuta degli albi, dei registri e degli elenchi inerenti la professione, disciplinando una piena tracciabilità di tutto il percorso professionale con le diverse forme in cui viene esercitato.
Novità di sostanza per gli avvocati potrebbero anche arrivare a fine settimana dal Consiglio dei ministri in agenda per venerdì: nell’ambito del disegno di legge sulla concorrenza dovrebbe trovare posto un riprstino del patto di quota lite e una maggiore flessibilità sulle società.

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