Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Errori contabili corretti in Unico società di capitali

Debuttano le bozze dei modelli Unico SC e Cnm 2014, relativi al periodo di imposta 2013. Sono state pubblicate sul sito internet dell’agenzia delle Entrate, e contengono molteplici novità. Al di là del restyling o dell’eliminazione di alcuni quadri (quali per esempio il quadro EC), la cui compilazione aveva nel tempo perso di utilità, colpisce l’introduzione di alcuni nuovi prospetti all’interno del quadro RS e soprattutto l’esordio del quadro TR (o NX nel modello Cnm), destinato alla determinazione e alla dichiarazione delle plusvalenze realizzate in occasione del trasferimento della residenza fiscale all’estero ai sensi dell’articolo 166, comma 2-quater del Tuir e del Dm 2 agosto 2013.
In particolare, in quest’ultimo quadro il contribuente deve dichiarare l’ammontare complessivo della plusvalenza unitariamente determinata sulla base del valore normale attribuibile ai componenti del complesso aziendale che, dopo il trasferimento di sede, non sono confluiti in una stabile organizzazione residente e, eventualmente, farla concorrere alla formazione del reddito imponibile dichiarandone l’importo nel quadro RN. Più precisamente, laddove il contribuente scelga di sospendere il versamento delle imposte dovute su questa plusvalenza, deve esporne l’ammontare nei righi TR4 e RN11, colonna 1. Nel caso, invece, in cui opti per il versamento rateale dell’imposta relativa alla plusvalenza realizzata per effetto del trasferimento di residenza fiscale, il relativo importo deve essere esposto, oltre che nel rigo TR5, anche in RN23, colonna 1.
Nel quadro RS, invece, sono stati “migrati”, senza alcuna modifica, il prospetto del capitale e delle riserve, quello delle società di comodo e in perdita sistematica e quello destinato al monitoraggio delle plusvalenze e sopravvenienze attive per le quali si è fruito della rateizzazione, i quali tradizionalmente trovavano dimora all’interno del quadro RF di Unico SC.
Nel medesimo quadro debuttano anche il prospetto degli investimenti nelle start up innovative e quello relativo alla comunicazione delle minusvalenze e differenze negative di ammontare superiore ai 5 milioni di euro, derivanti dalla cessione di partecipazioni che costituiscono immobilizzazioni finanziarie.
Inoltre, sulla base dei chiarimenti contenuti nella circolare 31/E/2013 e nella risoluzione 87/E/2013, i righi da RS201 a RS230 sono stati dedicati alla possibilità concessa ai contribuenti di correggere gli errori contabili connessi alla mancata imputazione nell’esercizio di competenza di componenti positive o negative rilevanti fiscalmente e relative anche a periodi di imposta non più emendabili ai sensi dell’articolo 2, comma 8 bis del Dpr 322/98.
Per ottenere il riconoscimento fiscale dei componenti di reddito non contabilizzati, bisogna procedere alla riliquidazione autonoma della dichiarazione in cui si è commesso l’errore e di quelle successive fino ad arrivare all’ultima dichiarazione presentata (in questo caso, Unico 2014) per la quale è possibile usufruire dell’integrativa a favore. In corrispondenza dell’annualità relativa a quest’ultima dichiarazione si deve esporre l’entità del credito di imposta che potrà essere utilizzato in seguito alla compilazione del presente prospetto.
Nel dettaglio, l’esito di tali riliquidazioni deve essere esposto nel rigo RS201 e successivi, evidenziando nelle colonne 1, 2, 3 e 4 il riferimento al campo della dichiarazione relativa al periodo di imposta che si intende correggere, individuando altresì (colonna 5) il diverso importo che sarebbe stato corretto dichiarare, qualora non fosse stato commesso l’errore contabile. Nei riquadri successivi vanno riportati gli effetti sulle dichiarazioni relative ai periodi di imposta seguenti connessi alla riliquidazione della dichiarazione relativa all’esercizio in cui è stato commesso l’errore contabile.
Naturalmente, la procedura in esame presuppone che il contribuente: non abbia imputato il componente negativo nel corretto esercizio di competenza e, in un periodo d’imposta successivo, abbia contabilizzato a conto economico un componente negativo per dare evidenza all’errore; oppure non abbia imputato il componente positivo nel corretto esercizio di competenza e, in un periodo d’imposta successivo, abbia contabilizzato un componente positivo per dare evidenza all’errore.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa