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Errori contabili con rimborso

Per la correzione derivante dal mancato rispetto della competenza contabile, si profila la possibilità, alternativa alla presentazione di una dichiarazione integrativa, di presentare un’istanza di rimborso.

E se l’errore è stato rilevato prima della presentazione della dichiarazione dei redditi, riferibile al periodo in cui il componente di reddito non è stato imputato, si ritiene possibile evitare la presentazione della dichiarazione integrativa, anche in assenza dell’imputazione a conto economico dello stesso componente.

Con un preciso documento di prassi, l’Associazione fra le società italiane per azioni (Assonime) interviene sulla rilevanza fiscale degli elementi di reddito, emergenti dalla correzione di errori di natura contabile (circ. 12 giugno 2014 n. 20). Tali precisazioni si aggiungono a quelle fornire dall’Agenzia delle entrate, con la circolare 24 settembre 2013 n. 31/E.

Posto che la competenza temporale deve sempre presiedere alla determinazione del reddito d’impresa, come più volte sancito anche dalla giurisprudenza di legittimità (Corte di cassazione, sentenze n. 28159/2013 e n. 17195/2006) è evidente che l’emersione di errori può comportare anche effetti di duplicazione dell’imposta, nel caso in cui il contribuente non sistemi contabilmente e fiscalmente il medesimo errore.

Il documento di prassi delle Entrate (circ. 31/E/2013), pur prevedendo modalità complesse nello sviluppo delle correzioni, ha avuto il pregio di presentare alcune possibilità di correzione degli errori che permettono di evitare la presentazione di istanze di rimborso, mediante l’utilizzo delle cosiddette «dichiarazioni integrative».

Con riferimento alla tempistica, però, l’Agenzia delle Entrate non ha indicato la soluzione nel caso in cui l’errore sulla competenza sia corretto prima dell’invio della dichiarazione dei redditi del periodo di riferimento, con la conseguenza che la dottrina più qualificata ha sostenuto che il contribuente non debba obbligatoriamente procedere nella presentazione di una dichiarazione integrativa.

Sul tema è intervenuta anche la nota Assonime che, preliminarmente, ha evidenziato il rapporto intercorrente tra la richiesta di rimborso, di cui all’art. 38, dpr 602/1973 e la predisposizione della dichiarazione integrativa, di cui all’art. 2, dpr 322/1998.

Per Assonime, con riferimento agli errori di competenza contabile, come indicati anche dalle Entrate (circ. 31/E/2013), al contribuente deve essere consentita la possibilità, alternativa alla presentazione della dichiarazione integrativa, di inoltrare un’istanza di rimborso, in ossequio a quanto indicato nelle disposizioni contenute nel citato art. 38, dpr 602/1973.

Con riferimento agli errori di competenza tributaria, scongiurati i dubbi per la possibile presentazione dell’istanza di rimborso, l’associazione ritiene possibile la presentazione della dichiarazione integrativa, utilizzando le modalità indicate nel documento di prassi richiamato delle Entrate.

Ma l’intervento più interessante dell’Associazione riguarda la fattispecie degli errori riscontrati precedentemente alla presentazione della dichiarazione dei redditi del medesimo periodo di riferimento. Fattispecie che, come precisato, non è presa in considerazione dalle Entrate nella recente circolare.

Per Assonime, in assenza di una presa di posizione delle Entrate, gli errori riferibili a un preciso esercizio, rilevati magari dopo la chiusura del bilancio di riferimento ma prima della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa a detto periodo, possono essere corretti in sede di predisposizione di detta dichiarazione dei redditi, stante il fatto che i termini relativi non sono ancora scaduti, senza dover presentare alcuna dichiarazione integrativa.

L’associazione, pur rilevando il mancato rispetto della necessaria imputazione a conto economico, di cui al comma 4, dell’art. 109, dpr 917/1986 (Tuir), ritiene che la detta correzione metta in sicurezza il contribuente e permetta alle Entrate di eseguire il relativo controllo, senza creare un disallineamento nella competenza temporale.

Si pensi, per esempio, a un componente di reddito riferibile al 2013, riscontrato dopo l’approvazione ordinaria del bilancio (30/04/2014) ma prima della presentazione del modello Unico SC 2014 (periodo d’imposta 2013 in scadenza il prossimo 30 settembre).

In tal caso si ritiene possibile presentare il modello Unico SC 2014 corretto, che tiene conto del detto componente di reddito non considerato, senza dover presentare successivamente una dichiarazione integrativa.

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