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Erg, per l’idroelettrico spunta Alperia-Ascopiave

Si scalda l’asta per l’idroelettrico di Erg, per il quale sono previste le offerte vincolanti entro fine giugno con protagonisti tutti i principali operatori italiani del settore. Dopo la prima scrematura, effettuata dagli advisor Mediobanca e Rothschild, sarebbero rimasti realmente in corsa ormai pochi soggetti che puntano a conquistare un asset dal valore rilevante (enterprise value stimato di 800 milioni, ma c’è chi lo valuta fino a 1 miliardo) e particolarmente strategico visto il trend di transizione energetica globale e la peculiarità unica, dell’idroelettrico, di essere una rinnovabile che – diversamente da eolico e solare – può essere accesa e spenta in qualsiasi momento.

Tra i potenziali acquirenti sarebbero rimasti Eni, Enel, Iren (in partnership con un altro gruppo), A2A (con Ardian), Total, Alpiq insieme con Energy Infrastructure Partners e la cordata composta dall’altoatesina Alperia e da Ascopiave, la cui alleanza su questa operazione – nel caso andasse in porto – potrebbe poi svilupparsi in modo più ampio, allargandosi anche ad altri business. In particolare, come anticipato da Radiocor, l’idea sarebbe quella di mettere a punto anche una joint venture per affrontare insieme le nuove gare sulla distribuzione gas, segmento in cui la multiutility veneta punta a rafforzarsi dopo avere ceduto la maggioranza del business retail ad Hera. Il progetto, su cui lavora come advisor Lazard, potrebbe vedere in sostanza la creazione di due newco paritetiche: una per l’idroelettrico con guida industriale di Alperia e l’altra sulle reti gas, le cui redini saranno tenute da Ascopiave. Il tutto, ovviamente, è legato al buon esito dell’operazione Erg, che allo stesso tempo permetterebbe ad Alperia, oggi forte di 1,4 GW di capacità installata, distribuita su 40 centrali in tutto l’Alto Adige, di soffiare ad A2A il secondo posto tra i produttori idroelettrici nazionali, dietro ad Enel. Il nucleo di Erg, posto sull’Appennino nel Centro Italia, sfiora infatti i 600 MW: un asset di grande valore, con concessione in scadenza nel 2029, e ristrutturato (in gergo tecnico “revampato”) nel 2011.

Più in generale, è evidente come il possibile asse tra Alperia e Ascopiave, per quanto limitato in prospettiva a due business (idroelettrico e gas), potrebbe contribuire a ridisegnare gli equilibri energetici del Nord Est, dove di recente sono convolate a nozze Agsm Verona e Aim Vicenza. La stessa Alperia, che il novembre scorso ha lanciato un maxi piano industriale green da 1,7 miliardi, insieme con Dolomiti Energia si era infatti proposta l’anno scorso come possibile partner delle due multiutility in una partita, poi finita nel nulla, in cui si erano lanciate anche Hera e soprattutto A2A. Ed è chiaro che, in prospettiva, la necessità di fare scala potrebbe portare a ulteriori evoluzioni sullo scacchiere della regione.

Difficile invece fare pronostici sull’esito della gara di Erg, che – separatamente – ha anche messo in vendita un impianto a ciclo combinato in Sicilia. Alcuni big, infatti, sono impegnati pure nell’asta per il maxi eolico di Glennmont (quasi 400 MW), che ha offerte vincolanti previste per la seconda metà di giugno. Cosa che, dato il significativo impegno finanziario richiesto da entrambi i dossier, potrebbe favorire qualche “outsider”.

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