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Eredità Caprotti i parenti schierati pronti alla battaglia

Anche nel giorno del funerale di Bernardo Caprotti i due rami della famiglia di Mr Esselunga restano separati e schierati in prima fila nelle panche della chiesa di San Giuseppe, in via Verdi a Milano. A sinistra la moglie Giuliana Albera, con la figlia Marina, a destra i figli del primo matrimonio Giuseppe e Violetta. All’arrivo e all’uscita ognuno viene e ognuno se ne va per la sua strada, solo qualche saluto di circostanza tra i tanti manager dell’azienda e Violetta, che in Esselunga ha lavorato per anni e da anni ne è stata estromessa. E al di là dell’omelia di Monsignor Giuseppe Maggioni, che ricorda anche le donazioni di Bernardo alla chiesa, solo Violetta fa avere un suo commento toccante, mentre gli altri familiari e i collaboratori stanno in silenzio.
Tra le file di panche c’è anche il notaio Carlo Marchetti, che per toglier dall’imbarazzo una famiglia evidentemente lacerata, avrebbe informato gli eredi che anche la lettura del testamento si farà all’americana, probabilmente domani, o al più tardi giovedì. Il che significa in parole povere che gli eredi di primo grado non si troveranno nello studio del notaio dove verrà data lettura formale delle ultime volontà dell’imprenditore, ma ognuno riceverà presso i suoi legali gli stralci del testamento che lo riguardano. E sì perché i legali di importanti studi associati sono già pronti a passare al setaccio le ultime volontà di Bernardo Caprotti, per verificare che tutto sia stato accuratamente documentato. C’è il sospetto – la prudenza è d’obbligo dato che già in passato Bernardo aveva effettuato in vita ingenti donazioni – che l’imprenditore abbia ecceduto i limiti della legittima, che prevede che solo il 25% del patrimonio sia nella piena disponibilità del de cuius. Intanto sia il presidente di Esselunga Vincenzo Mariconda, sia altri consulenti del gruppo avrebbero cercato di riallacciare i contatti con Giuseppe e Violetta, per cercare di trovare una soluzione quanto prima, assecondando le ultime volontà del padre, ma anche nell’interesse di un gruppo che dà lavoro a 22mila persone. Perfino qualche esponente di Citigroup, ovvero la banca d’affari americana che per conto della Supermarkets Italiani deve vagliare alcune manifestazioni d’interesse, avrebbe cercato di tastare il terreno. Citigroup sta lavorando con i private equity affinché vengano formalizzate delle offerte vincolanti per rilevare Esselunga, anche se per vendere occorre il benestare di entrambi i rami della famiglia. Peraltro, anche la stessa Esselunga potrebbe perdere valore se ognuno andasse avanti per la sua strada a suon di battaglie legali invece di cercare una soluzione consensuale. Tuttavia, stando a fonti vicine alla situazione, Giuseppe e Violetta non sarebbero tout court contrari alla vendita, purché le regole siano uguali per tutti. Insomma, niente figli e figliastri: la legge prevede che la moglie Giuliana ottenga il 25% del patrimonio e i tre figli ricevano un altro 16,7% ciascuno. E dato che la maggior parte del patrimonio è concentrata su Esselunga e sugli immobili strumentali all’attività dei supermercati, valutati nel complesso circa 6 miliardi, nessuno ha le disponibilità per liquidare l’altro.

Sara Bennewitz

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