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Equo compenso veloce e più fondi ai magistrati

Treno veloce per l’equo compenso per gli avvocati; accelerazione del processo esecutivo (con la riduzione dei casi di opposizione al decreto ingiuntivo), più fondi alla giustizia e nuove assunzioni di magistrati-avvocati dello Stato; e sul fronte tributario, 50 magistrati ausiliari per smaltire il contenzioso in Corte di cassazione. L’ambito Giustizia nel disegno della legge di Bilancio, presentato ieri in Senato (dopo 14 giorni dalla sua approvazione in consiglio dei ministri), può contare su una manciata di norme di segno positivo. La norma per ora riguarda solo gli avvocati, ma «apre una riflessione che abbracci altri ambiti professionali che necessitano di intervento», dichiara il guardasigilli Andrea Orlando.

Equo compenso e clausole vessatorie

Il sistema di tutela degli avvocati ruota intorno alla nullità delle clausole vessatorie, ossia quelle che determinano uno squilibrio contrattuale a danno dell’avvocato anche con riferimento alla non equità del compenso, contenute nelle convenzioni di mandato tra legali e imprese bancarie e assicuratrici o comunque grandi aziende. La nullità opera solo a vantaggio del legale ed è rilevata dal giudice che, oltre a stabilire il compenso equo spettante al legale, può condannare la società al pagamento di una multa compresa tra 258 a 2.065 euro. La norma indica i casi di vessatorietà, che vanno dalla imposizione dell’obbligo di anticipazione delle spese fino ai rinnovi al ribasso delle convenzioni.

Contenzioso tributario di legittimità

Cinquanta magistrati ausiliari in forza della sezione tributaria della Corte di cassazione per contribuire alla trattazione dei circa 50 mila ricorsi in materia fiscale. L’istituzione di una task force era stata suggerita a marzo scorso il Csm con una delibera, ora fatta propria dal Governo. Si tratta di un contingente di magistrati onorari reclutati tra le file di magistrati ordinari a riposo da non più di cinque anni. La durata dell’incarico è di tre anni, non prorogabili. Spetterà loro un rimborso forfettario di 1.000 euro al mese per undici mensilità. Per l’attuazione della norma il Governo ha stanziato 400 mila euro per il 2018, 550 mila per 2019 e per 2020 e 150 mila per il 20121.

Accelerazione processo esecutivo

Nuovo tentativo di ridurre i tempi della giustizia per i processi di esecuzione. Si riducono i motivi di opposizione al decreto ingiuntivo. Inoltre si snelliscono i tempi di assegnazione ai creditori delle somme ricavate dalle vendite giudiziarie.

Nuove assunzioni e più fondi

Il Csm avrà 20 milioni in meno che andranno in un fondo ad hoc per favorire una migliore funzionalità dell’amministrazione giudiziaria. Per la riforma del processo penale e dell’ordinamento penitenziario sono stanziati 60milioni fino al 2020. Nel 2018 potranno essere assunti i magistrati e gli avvocati dello Stato reclutati in base a concorsi già banditi, in aggiunta alle assunzioni già autorizzate; e un contingente di 1.400 persone nei ruoli amministrativi non dirigenziali. Confluiranno nel fondo unico giustizia le risorse acquisite nei procedimenti concorsuali ed esecutivi immobiliari e di alcuni civili: somme tra 10 e 15 miliardi di euro che frutteranno 50 milioni di rendimento da riassegnare allo Stato.

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