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Equitalia a un passo dall’addio

Cancellazione di Equitalia e stop all’aggio. Rottamazione delle cartelle datate dal 2000 al 2016, che si potranno estinguere senza le sanzioni e gli interessi, in cinque rate, tre nel 2017 e due nel 2018. Nuova edizione della voluntary disclosure per le violazioni fino al 30 settembre 2016, che potranno essere regolarizzate fino al 31 luglio 2017. Dal 1° gennaio 2017 comunicazione trimestrale telematica delle fatture emesse e ricevute e comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva al posto della comunicazione dell’elenco clienti e fornitori. Addio agli studi di settore, sostituiti da indici di affidabilità fiscale. Sono le misure principali del decreto fiscale 193/2016 collegato alla legge di bilancio approvato ieri dalla Camera con la fiducia al governo.

L’aula di Montecitorio ha approvato la conversione in legge del decreto con 272 voti favorevoli, 137 contrari e due astenuti dopo aver votato in tarda mattinata la fiducia al governo sul provvedimento con 359 sì e 166 voti contrari.

Il provvedimento ora passerà al Senato per il via libera definitivo che dovrebbe arrivare in tempi molto stretti visto che il testo uscito dalla Camera è «blindato». Anche perché garantisce coperture per circa 4,4 miliardi di euro alla manovra (si veda in questa e nella pagina successiva la sintesi dei contenuti del provvedimento). Dopo l’esame della Camera restano fuori la norma per spalmare in più anni nei bilanci delle banche gli apporti al fondo di risoluzione e l’innalzamento della soglia per l’obbligo di trasformazione delle banche popolari in spa da 8 a 30 miliardi.

Saltata all’ultimo momento anche la deroga di due anni per il regime dei minimi (si veda ItaliaOggi di ieri). Niente da fare anche per le norme che consentivano la liquidazione dell’Expo, quelle sulla Ryder Cup e sull’Ilva. Tra le altre novità spiccano la «pausa estiva» del fisco dal 1° agosto al 4 settembre, durante la quale vengono sospesi i termini per la trasmissione dei documenti richiesti ai contribuenti dalla Agenzia delle entrate e quelli per il pagamento delle somme dovute a seguito dei controlli automatici. E lo stop al tax day del 16 giugno, giorno in cui si concentrano numerose scadenze fiscali (dall’Irpef a Ires, Irap, Iva, Tari, cedolare affitti ecc.). Dal 1° gennaio 2017 le scadenze di Irpef, Ires e Irap saranno redistribuite entro la fine del mese. E ancora, l’esclusione ai fini dell’accertamento dei piccoli prelievi bancari effettuati dalle imprese per l’attività quotidiana fino a mille euro giornalieri e comunque non oltre i 5 mila euro mensili.

Giovanni Galli

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