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Equitalia, stop all’effetto sorpresa

di Valerio Stroppa 

Niente più contribuenti colti «di sorpresa» da Equitalia. Prima ancora di avviare la procedura di incasso forzoso degli importi risultanti dagli accertamenti esecutivi, in vigore dallo scorso 1° ottobre, l'agente della riscossione dovrà informare il debitore di aver ricevuto la pratica dall'Agenzia delle entrate. È una delle novità contenute nel dl n. 16/2012.

L'articolo 8, comma 12 del decreto sulle semplificazioni tributarie, infatti, ha introdotto a carico dell'agente della riscossione l'obbligo di rendere noto al contribuente l'affidamento delle somme da recuperare. Sia che queste interessino l'intera pretesa, per gli accertamenti divenuti definitivi decorsi i 60 giorni iniziali, sia che vengano richieste in misura parziale, in pendenza di ricorso presentato in Ctp dal contribuente.

La modifica, in vigore dal 2 marzo 2012, si inserisce nell'ambito dell'articolo 29 del dl n. 78/2010, ossia la fonte primaria che disciplina la nuova riscossione «accelerata» (almeno nello spirito iniziale della riforma) perseguita attraverso l'accertamento esecutivo. Il predetto obbligo di notifica non opera qualora la società del gruppo Equitalia incaricata ravvisi elementi idonei a dimostrare il fondato pericolo per gli interessi erariali.

In via generale, però, la previsione dell'informativa agevola il debitore sotto diversi punti di vista. In primo luogo gli consente di monitorare il termine mobile di stop automatico della riscossione. A conclusione del frenetico susseguirsi di norme andato in scena nell'estate del 2011, infatti, l'articolo 7 del dl n. 70/2011 risultante dalla legge di conversione ha disposto che l'esecuzione forzata è sospesa per un periodo di 180 giorni dall'affidamento in carico agli agenti della riscossione degli accertamenti esecutivi (salvo, anche qui, che in caso di fondato pericolo per l'incasso). Tuttavia, l'ordinamento previgente al dl n. 16/2012 non contemplava alcun obbligo informativo relativo al momento del «passaggio di consegne». L'affidamento del debito da incassare, quindi, si sarebbe svolto nel totale silenzio, impedendo al contribuente di determinare il dies a quo dal quale computare i 180 giorni. Criticità ora eliminata. Naturalmente il termine scatterà a far data dalla data di affidamento indicata nell'atto e non dalla notifica dello stesso. Come precisato nella relazione governativa di accompagnamento al decreto fiscale, «l'informativa, che riguarda solo la mera circostanza dell'affidamento in carico e prescinde da ogni riferimento al contenuto sostanziale dell'atto, è inviata con raccomandata semplice all'indirizzo al quale è stato notificato l'atto impositivo/esecutivo». Si evidenzia come, di regola, l'affidamento può essere effettuato non prima del 91° giorno dalla notifica dell'accertamento (si veda tabella in pagina).

La notizia di essere stato «affidato» a Equitalia, inoltre, può indurre fin da subito il contribuente ad attivarsi per mettere a punto e presentare all'agente un'istanza di rateazione. Specialmente laddove il debitore non sia riuscito a ottenere una sospensione amministrativa o giudiziale oppure abbia incassato una sentenza sfavorevole.

Si ricorda, infine, che il recapito delle somme da incassare dalle Entrate agli agenti avviene per il tramite di Equitalia Servizi. Modalità e dettagli operativi dei flussi telematici sono stati disciplinati con provvedimento emanato il 30 giugno 2011 dall'Agenzia, di concerto con la Ragioneria generale dello stato.

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