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Equitalia, ritorno alle rate per tutti

Riammissione alla rateizzazione delle cartelle esattoriali anche per i piani di dilazione autorizzati da Equitalia prima del 22 ottobre 2015, data di entrata in vigore del decreto di riforma della riscossione attuativo della delega fiscale (Dlgs 159/2015). La proposta arriva direttamente dall’amministratore delegato dell’agente pubblico della riscossione, Ernesto Maria Ruffini, nel corso dell’audizione in Commissione di vigilanza sull’anagrafe tributaria. Nel rispondere a un quesito di senatori e deputati sulle possibili iniziative legislative in favore dei cosiddetti “decaduti” dal piano di rateizzazione, Ruffini ha sottolineato che si potrebbe valutare «l’opportunità di introdurre una disposizione» che consenta ai cittadini e imprese decaduti, «indipendentemente dalla data in cui è stato concesso il piano di rateizzazione e da quella in cui si è verificata o si verificherà eventualmente la decadenza», di poter riottenere il beneficio della rateizzazione.
Oggi i debitori che hanno un piano di rateizzazione concesso prima del 22 ottobre 2015, per i quali la decadenza continua a verificarsi in caso di mancato pagamento di 8 rate, anche non consecutive, anziché 5 (previste per i piani accordati dal 22 ottobre 2015) possono, in caso di peggioramento della loro situazione economica, evitare la decadenza, chiedendo una proroga del piano, oppure la sua conversione in un piano straordinario fino a 120 rate, purché ricorrano le condizioni previste dalla legge (Dpr 602/1973).
Possibile dunque ,per l’ad di Equitalia, abbattere il muro del 22 ottobre introdotto dal legislatore delegato e consentire a tutti i debitori in difficoltà di poter ottenere, in caso di decadenza dai piani di rateizzazione, un nuovo piano di dilazione, a patto però che le rate scadute del precedente piano siano saldate.
Stop, dunque ,a riaperture dei termini estemporanee o a pioggia e possibilità invece di un ripescaggio dei debitori che ottengono la dilazione dei versamenti. D’altro canto il saldo a rate delle cartelle esattoriali rappresenta ormai il 49,6% delle somme riscosse da Equitalia: «Attualmente – ricorda Ruffini – sono attive circa 3 milioni di rateizzazioni, per un controvalore di circa 38 miliardi di euro».
Il numero uno di Equitalia ha poi ricordato anche il risultato 2015 della riscossione che ha recuperato (come anticipato su queste pagine il 29 febbraio scorso), 8,2 miliardi di euro pari a un + 11,2% rispetto al 2014. La parte del leone delle somme recuperare è per conto delle Entrate con oltre 4,2 miliardi (+8,2% rispetto al 2014), mentre sul fronte contributivo tra Inps e Inail si arriva a circa 2,5 miliardi complessivi (111, 6 l’Inail il restante per conto dell’Inps).
In calo dell’11,4% le somme riscosse su mandato dei Comuni che sono scesi dai 620,8 milioni del 2014 ai 550 dello scorso anno. Un calo imputabile in parte anche all’abbandono progressivo da parte dei sindaci nell’affidare a Equitalia il recupero di sanzioni e tributi non pagati dai cittadini. Resta comunque tutta da valutare la sostenibilità, in termine di recupero dei crediti vantati, dell’addio alla riscossione a mezzo ruolo, oggi esclusiva dell’agente pubblico.
Sul fronte caldo delle somme inesigibili, Ruffini propone, in attesa della piena operatività delle procedure previste dalla legge di Stabilità 2014, la possibilità di anticipare la presentazione delle comunicazioni di inesigibilità delle quote di importo rilevante per le quali l’inesigibilità sia già stata definitivamente accertata.

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