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Equitalia, ripartono le rateazioni

Il Parlamento prova a estendere e a rendere più semplice la possibilità di rientrare nei piani di rateazione con Equitalia. Chance per tutti i decaduti di dilazionare il debito anche se gli importi “saltati” non sono stati interamente pagati. Riammissione a regime anche per i piani concessi prima dell’entrata in vigore del decreto riscossione, ossia il 22 ottobre 2015. Richiesta “semplice” della rateizzazione senza dover dimostrare la situazione di temporanea difficoltà per debiti fino a 60mila euro (il limite attualmente in vigore è 50mila euro). Pagamenti dilazionabili fino a 72 mensilità con ulteriore allungamento per altri sei anni anche per le ingiunzioni fiscali. Rinegoziazione per i piani già in corso con un allungamento del periodo di pagamento. Sono le modifiche a cui punta l’emendamento bipartisan – presentato da Antonio Castricone (Pd) e Rocco Palese (Conservatori e riformisti) – al Dl enti territoriali che ha superato ieri il primo ostacolo dell’ammissibilità in commissione Bilancio alla Camera.
Una tagliola che ha colpito circa 370 proposte di modifiche sulle 975 presentate. A farne le spese anche la dozzina di emendamenti della maggioranza (Tancredi di Ncd e Castricone del Pd) sulle semplificazioni fiscali, compresa la moratoria estiva sui versamenti (si veda Il Sole 24 Ore di domenica). L’estraneità per materia ne ha decretato l’inammissibilità. La scelta della maggioranza è stata dunque quella di salvare l’integrità del Dl e allo stesso tempo di predisporre in tempi brevi una proposta di legge di iniziativa parlamentare che raccolga tutte le semplificazioni fiscali chieste da imprese e lavoratori autonomi per approvarle in tempi rapidi. Un po’ come è stato fatto, ad esempio, per la nuova legge di bilancio.
Come confermato dal relatore al provvedimento, Antonio Misiani (Pd), non hanno passato lo scoglio delle ammissibilità anche gli emendamenti che volevano congelare le elezioni delle province fino a dopo il referendum costituzionale. Circa 70 enti territoriali, di cui 15 già scaduti e gli altri ormai in scadenza, dovranno procedere al rinnovo dell’amministrazione a meno che non intervenga direttamente il Governo.
Buone notizie invece per le province arrivano sul fronte delle risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria della relativa rete viaria. Con il ripescaggio di una serie di emendamenti bipartisan, tra cui quelli di Maino Marchi (Pd) e di Alberto Giorgetti (Fi), i 100 milioni di euro destinati all’Anas dall’ultima legge di Stabilità per le strade extraurbane vengono trasferiti direttamente nella disponibilità delle amministrazioni provinciali. Ripescato tra gli ammissibili – e dunque destinato al voto della commissione che partirà domani – anche l’emendamento di Roberto Rampi (Pd) che punta a sbloccare l’erogazione delle risorse del Fondo unico per lo spettacolo (Fus).
Sulla riscossione, quindi, i deputati cercano di venire incontro alle esigenze di chi ha avuto maggiore difficoltà a pagare sulla scorta, tra l’altro, di quanto chiesto dalla risoluzione Pelillo approvata dal maggio scorso in commissione Finanze alla Camera e ricordata nella risposta del viceministro all’Economia, Luigi Casero, all’interrogazione della scorsa settimana presso la commissione Finanze del Senato (si veda quanto riportato sabato su queste colonne). Sarà ora il relatore Misiani a tirare le fila con il Governo per la stesura definitiva della proposta di modifica al Dl il cui impianto prevede, come accennato, la chance di rientrare nella rateizzazione a prescindere dalla data di concessione del beneficio (prima o dopo il 22 ottobre 2015) anche se i pagamenti scaduti non sono stati recuperati alla presentazione della domanda, che dovrà avvenire entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del Dl enti locali.

Marco Mobili
Giovanni Parente

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