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Equitalia, per le 120 rate non servirà la garanzia

Ultimi ritocchi e poi è arrivata la tanto attesa firma del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. Il regolamento per ottenere da Equitalia la rateizzazione dei debiti fiscali fino a 120 rate, anticipato ieri su queste pagine, ha chiuso il suo lungo percorso di messa a punto e ora sembra viaggiare (o almeno dovrebbe) spedito verso la «Gazzetta Ufficiale» per la piena operatività.
E le ultime modifiche apportate prima della firma del ministro non sono di poco conto. Per ottenere un piano straordinario di rateizzazione di 10 anni la condizione di solvibilità viene di fatto assorbita direttamente nel rapporto tra rata e reddito mensile del nucleo familiare, se si tratta di un cittadino, e nel rapporto tra rata e valore della produzione se il debitore è un’impresa. Come evidenziato ieri in relazione alla bozza del regolamento, la condizione di solvibilità presentava più di un dubbio perché ricorreva solo se il debitore disponeva di fonti di reddito stabili e documentate o era proprietario di uno o più immobili su cui non pendono ipoteche, pignoramenti o sequestri.
Ora questa condizione scompare e viene assorbita dal rapporto tra il peso delle rate e le risorse disponibili del contribuente. In sostanza, viene previsto che la rateazione straordinaria fino a 120 rate possa essere concessa dal concessionario della riscossione se l’importo del debito spalmato sul massimo numero di 72 rate che possono essere accordate con il piano ordinario non risulta più finanziariamente sopportabile dal debitore e per questo diventa necessario aumentare il numero delle rate per rendere solvibile il debitore.
Per le persone fisiche e le ditte individuali con regimi semplificati la condizione di accertata impossibilità a saldare il debito e la solvibilità ricorre se l’ammontare della rata è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare calcolato sulla base dell’indicatore Isr contenuto nell’Isee.
Per tutti gli altri soggetti l’ammontare della rata non dovrà essere superiore al 10% del valore del volume d’affari, inteso come valore della produzione in base al Codice civile (articolo 2425), ricavi delle vendite e delle prestazioni, valore dei lavori in corso di ordinazione, altri ricavi o proventi. Non solo. L’indice di liquidità, oggi comunemente utilizzato (somma di liquidità differita e liquidità corrente rapportata al passivo corrente), dovrà essere ricompreso tra 0,50 e 1.
Tra le novità dell’ultima ora anche la nuova progressione delle rate dei piani straordinari rapportati a redditi e fatturati (si vedano le nuove tabelle allegate al decreto pubblicate in pagina). In particolare la nuova progressività prevede per le persone fisiche e le ditte individuali semplificate l’accesso alle 120 rate con un rapporto che va oltre il 38,8% contro il 39,6% della bozza presentata ieri su queste pagine. Per gli altri soggetti l’ingresso ai piani straordinari di rateizzazione si spalanca con un rapporto tra rata e valore della produzione al 19,4% contro il 19,8% della prima bozza.
Il decreto firmato conferma poi la chance di ottenere 4 piani di rateazione alternativi tra loro così come l’accesso alle 120 rate anche per i piani di pagamento già in atto.

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