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Equitalia, non tornano i conti

Equitalia non riesce a far quadrare i conti. L’ulteriore riduzione dell’aggio sulla riscossione, così come previsto dalla legge 98/2013 (decreto del fare), non garantirebbe la sostenibilità del servizio. Nonostante l’espressa previsione di legge, quindi, l’aggio non diminuirà. A rendere nota la situazione di difficoltà in cui versa il principale ente di riscossione sul territorio nazionale, gli stessi uffici dell’amministrazione finanziaria tramite il sottosegretario all’economia Alberto Giorgetti (Pdl), in risposta al question time che si è svolto, ieri, in commissione finanze alla camera. Il quesito che ha dato adito alla risposta, è arrivato dall’on. Filippo Busin (Lega nord) che, nel corso delle interrogazioni ha sollecitato l’adozione dei decreti non regolamentari volti a disciplinare il nuovo sistema di remunerazione del servizio di riscossione gestito da Equitalia. In base alla legge 135/2012 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini), infatti, dopo una prima riduzione dal 9% all’8%, l’aggio di Equitalia, previa emanazione dei regolamenti ad hoc da parte del ministero delle finanze, avrebbe dovuto subire una ulteriore riduzione fino a un massimo di altri 4 punti percentuali. L’ultima parte dell’art. 5, comma 1, della legge 135/2012, però, prevede che «al gruppo Equitalia debba, comunque, essere assicurato il rimborso dei costi fissi di gestione risultanti dal bilancio certificato». E proprio su quest’ultimo periodo si è imperniata la risposta dell’amministrazione finanziaria tramite Giorgetti. «Per la società Equitalia, la riduzione dal 9% all’8% dell’aggio ha comportato un onere pari a 50 mln di euro a carico della società stessa che», ha spiegato il sottosegretario, durante il question time, «ha già mostrato una situazione critica per quel che riguarda il bilancio 2012. L’anno scorso, infatti, Equitalia ha dovuto sostenere 733,3 mln di euro di costi fissi (costi sostenuti da Equitalia per assicurare in un determinato periodo di tempo i fattori produttivi necessari a realizzare i volumi di attività) a fronte di 594 mln di euro di ricavi da aggio». Nessuna delle due voci, inoltre, appare modificabile in alcun modo. Equitalia, infatti, ad oggi, non è in grado di porre in essere nessuna misura che aumenti ulteriormente il contenimento dei costi dato che, come è stato fatto presente nel corso dell’interrogazione, «con la riduzione dell’aggio prima e l’applicazione di tutte le disposizioni in materia di spendig review, poi, sono terminate le leve su cui poter agire. Considerando, quindi, il contemporaneo verificarsi di questi due elementi, pare evidente che, una ulteriore riduzione dell’aggio non consentirebbe in alcun modo la copertura dei costi a scapito del funzionamento dell’attività». Due, quindi, le soluzioni praticabili: rinviare ulteriormente la riduzione dell’aggio di Equitalia o rinunciare ai servizi della stessa. Quest’ultima possibilità, però, pare non percorribile in alcun modo. Solo pochi mesi fa, infatti, gli enti locali hanno chiesto a gran voce e ottenuto la proroga del servizio fino a dicembre 2013 (si veda ItaliaOggi del 4 giugno 2013) e non è da escludersi che, con l’avvento del Natale, arrivi un’ulteriore richiesta in questo senso.

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