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Equitalia non notifica da sola

Sono inesistenti le cartelle notificate direttamente a mezzo posta dai dipendenti di Equitalia. Inoltre, la presentazione del ricorso del contribuente non sana l’illegittimità della cartella per raggiungimento dello scopo dell’atto. Questa è la tesi che prevale nella giurisprudenza di merito sulle notifiche effettuate dai dipendenti degli agenti della riscossione. Di recente, in questo senso si sono espresse anche la commissione tributaria provinciale di Parma (quarta sezione, con la sentenza n. 18 dell’11 febbraio 2013) e la commissione tributaria provinciale di Campobasso (seconda sezione, con la sentenza n. 36 del 21 febbraio 2013).

La cartella, dunque, non può essere notificata direttamente dagli agenti della riscossione a mezzo del servizio postale, ma è necessario ricorrere all’intervento dei soggetti abilitati, vale a dire ufficiali giudiziari, messi comunali o speciali autorizzati dall’amministrazione finanziaria. Si tratta di un tema molto dibattuto negli ultimi anni al quale la giurisprudenza non ha saputo dare una risposta univoca. Infatti, mentre i giudici di merito hanno più volte sostenuto che sia necessario ricorrere all’intervento dell’ufficiale giudiziario, del messo notificatore o di agenti della polizia municipale, la Cassazione (sentenza 11708/2011) ha invece stabilito che la notifica può essere eseguita, senza ricorrere alla collaborazione di terzi, direttamente ad opera del concessionario mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento, così come disposto dall’articolo 26 del dpr 602/1973. Peraltro, secondo la Cassazione, la consegna dell’atto presso il domicilio del destinatario può essere effettuata senza che sia prescritta nessuna particolare formalità da parte dell’agente postale, se non quella di curare che la persona legittimata a ricevere la cartella apponga la propria firma sul registro di consegna della corrispondenza e sull’avviso di ricevimento da restituire al mittente.

In effetti, la previsione contenuta nell’articolo 26 genera qualche incertezza. La sua formulazione letterale è piuttosto incerta. In base a questa norma la cartella deve essere notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge oppure, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento. In quest’ultimo caso va spedita in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento. Tuttavia, secondo i giudici tributari, nonostante la cartella possa essere spedita tramite il servizio postale, non c’è alcun dubbio che abilitati alla notifica sono solo i soggetti abilitati e non i dipendenti della società pubblica di riscossione.

Discussa è poi la questione riguardante l’applicabilità del principio della sanatoria per raggiungimento dello scopo dell’atto. Anche secondo la commissione tributaria provinciale di Lecce (sentenza 656/2011), la cartella di pagamento e tutti gli altri atti emanati dall’agente della riscossione sono provvedimenti sostanziali e non processuali. Quindi, non è applicabile in caso di irregolarità la sanatoria prevista dal Codice di procedura civile (articolo 156), se il contribuente contesti la cartella, anche nel caso in cui venga giudicata nulla e non inesistente, in quanto lo scopo viene raggiunto solo con la materiale e regolare notifica.

Le regole sulle notifiche. La disciplina per la notifica degli atti tributari è contenuta nell’articolo 60 del dpr 600/1973. Questa norma stabilisce che la notifica debba essere eseguita, anche dai messi comunali, nel luogo di domicilio fiscale del destinatario, salva l’ipotesi di elezione di domicilio. In questo caso, l’elezione deve risultare da un atto comunicato all’ufficio tributario.

L’elezione di domicilio ha effetto dal trentesimo giorno successivo a quello della data di ricevimento delle comunicazioni da parte dell’ufficio locale dell’Agenzia delle entrate e, secondo la Cassazione (sentenza 6114/2011), prevale sul domicilio fiscale. La notificazione ai contribuenti non residenti, invece, è validamente effettuata con la spedizione di lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’indirizzo della residenza estera rilevato dai registri dell’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) o presso la sede legale estera risultante dal registro delle imprese. A meno che non abbiano comunicato all’Agenzia delle entrate l’indirizzo della loro residenza o sede estera o del domicilio eletto. Queste disposizioni valgono anche per la notifica delle cartelle di pagamento.

L’articolo 60 prevede inoltre che per le notifiche debbano essere osservati gli articoli 137 e seguenti del Codice di procedura civile. Pertanto vanno rispettate le regole fissate dall’articolo 140, secondo cui in caso di assenza del destinatario e di rifiuto, mancanza, assenza o inidoneità delle persone abilitate a ricevere la copia dell’atto, l’ufficiale giudiziario deve provvedere, oltre agli altri adempimenti (deposito della copia dell’atto nella casa comunale e affissione dell’avviso del deposito alla porta dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda), a dare notizia al destinatario tramite raccomandata con avviso di ricevimento.

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