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Equitalia, boom di pignoramenti

di Simona D'Alessio e Cristina Bartelli  

Balzo in avanti dei pignoramenti presso terzi da parte di Equitalia, nel 2010. Se ne contano, infatti, 133 mila, grazie alla «piena applicazione» dello strumento che aveva in precedenza incontrato degli ostacoli, sia a causa dell'obbligo di ottemperare alle prescrizioni dell'Autorità garante della riservatezza sull'accesso all'anagrafe dei conti bancari, sia per la necessità di formare i dipendenti nell'attività di controllo dei dati contabili di interesse per la riscossione da effettuarsi in autonomia, ossia in collaborazione con la Guardia di finanza. A renderlo noto, ieri Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle entrate, e presidente di Equitalia, nel corso di un'audizione in commissione finanze, alla Camera. La performance della società pubblica per la riscossione dei tributi, ha aggiunto, è stata «particolarmente significativa» lo scorso anno: il recupero coattivo ammonta a 8 miliardi 876 milioni di euro, a fronte dei 3 miliardi e 800 milioni del 2005 (+130%). Si rivela invariato il numero dei provvedimenti di fermo, poiché i preavvisi raggiungono quota 1 milione e 600 mila, i fermi sono 577 mila. Altro dato interessante concerne le ipoteche: nei 12 mesi precedenti, ne risultano iscritte 135 mila contro le 246 mila del 2007 e, nel triennio, la somma di quelle ancora in vita è pari a circa 450 mila. Il vertice delle Entrate, inoltre, segnala ai deputati la lieve crescita dei pignoramenti immobiliari (11.189 del 2010 contro 8.711 del 2007) mentre, come già sottolineato, è degno di nota l'avanzamento del numero dei pignoramenti presso terzi (133 mila). Raddoppiati se si considera che nel 2007, 2008 e 2009 sono stati rispettivamente 65, 43 e 43 mila. L'azione di Equitalia subisce un'evoluzione grazie all'applicazione della direttiva cosiddetta «anti-burocrazia» del 6 maggio scorso, la direttiva 6 maggio 2010, ribattezzata «antiburocrazia», nata con l'obiettivo di sfoltire i passaggi e le inefficienze che si frapponevano fra il controllo e l'esecuzione forzata, scongiurando ulteriori ed inutili rimpalli burocratici a carico del contribuente. Al 31 dicembre, gli agenti della riscossione risultano aver ricevuto in totale 22.282 autodichiarazioni (con una media di 160 per ogni giornata lavorativa). Entrando nel dettaglio, si scopre che la metà (il 49%, concernente prefetture e comuni) dei documenti presentati è riconducibile alle sanzioni amministrative per infrazioni al codice della strada, a seguire il 25% si riferisce a ruoli erariali, il 18% a regioni ed altri enti e infine l'8% riguarda questioni previdenziali. Befera (che si sofferma a contestare l'accusa «falsa», rivolta alla società, di adottare metodi di riscossione «spregiudicati ed invasivi della sfera personale del debitore») dichiara che «oltre 3 mila auto-dichiarazioni sono state respinte direttamente dalle nostre strutture, in quanto non supportate da idonea documentazione nei termini indicati nella direttiva», e nel 2010 «sono state pertanto recapitate agli enti creditori n. 18.904 richieste di verifica delle quali solo il 33% circa (n. 6.225) sono state riscontrate».

Inoltre, incalza il numero uno delle Entrate, c'è stata una salita dei solleciti verso chi non è in regola con il pagamento delle tasse di ben 600 mila unità, con un'azione nei confronti dei debitori che ha portato all'inoltro di oltre 3 milioni e 400 mila avvisi, a fronte dei 2 milioni e 800 mila del 2009. Per Befera, pertanto, si afferma così «uno strumento di grande valenza, funzionale a rammentare al soggetto l'esistenza di una posizione di debito in essere, consentendogli, prima dell'avvio della procedura coattiva, l'attivazione nei confronti degli enti impositori per ottenere un eventuale sgravio e nei nostri confronti, per ricevere tutti i chiarimenti necessari». Sulle ipoteche per importi fino agli 8 mila euro Befera riconosce che «qualche incidente di percorso c'è stato» ma Equitalia ha reagito prontamente. L'evoluzione è rappresentata dall'internalizzazione e dalla centralizzazione del processo relativo alle iscrizioni ipotecarie. In ogni caso ricorda Befera che sulle iscrizioni non corrette, «ipotesi del tutto marginali», sottolinea il numero uno di Equitalia, «si procede alla cancellazione dell'iscrizione con oneri totalmente a nostro carico».

Nell'audizione oltre a confermare i dati 2010 sul controllo fiscale Befera ha ricordato che l'Agenzia condivide le ragioni sottese all'esigenza di definire un quadro normativo certo in materia di abuso di diritto. Ha poi ribadito che l'Agenzia agisce cum grano salis e che su 3 mila controlli effettuati in chiave anti abusiva l'Agenzia ha contestato non più di 40 casi di abuso di diritto.

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