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Equita, Citigroup, Aletti l’inchiesta Unipol si allarga per le manovre sui titoli

Perquisite Citigroup, Equita sim e Aletti (Banco Popolare). La procura di Milano vuole capire se le loro compravendite in Borsa di derivati e titoli Fondiaria Sai e Milano assicurazioni siano state corrette oppure no. Si amplia così alle tre banche l’inchiesta sui concambi e sulla fusione tra Unipol e Fonsai che vede tra i principali indagati il numero uno del nuovo colosso assicurativo, Carlo Cimbri. Il sostituto procuratore Luigi Orsi ha spedito i finanzieri del Nucleo speciale di Polizia Valutaria a perquisire gli uffici dei tre operatori per capire se dietro le vendite allo scoperto che Citigroup, Equita sim e Aletti hanno messo in atto a luglio 2011 e 2012, quando la ex compagnia dei Ligresti stava lanciando i due aumenti di capitale al servizio della fusione e del rafforzamento del patrimonio, ci sia qualche operazione sospetta. Anche perché quelle compravendite sono state oggetto di sanzione da parte della Consob che ha multato Equita sim per 100mila euro, Citi per 80mila ed Aletti per 60mila euro, tutte per aver venduto i titoli allo scoperto senza consegnare le azioni nei tempi stabiliti dai regolamenti di Borsa.

«Occorre verificare – si legge nei tre decreti – se questa operatività risponda a una forma di negligenza dell’operatore – che comunque è stato sanzionato dalla Consob – o sia parte di una manovra di mercato sospetta», come indicato dalla stampa dell’epoca. «All’avvio dell’offerta il prezzo delle azioni Fondiaria è schizzato e quello del diritto di opzione è crollato. Situazione apparentemente assurda posto che i due valori avrebbero dovuto muoversi nella medesima direzione », sospetta il pm Luigi Orsi.
La verifica è quanto mai necessaria in quanto dalle indagini sono emersi sia «il sospetto che la fusione tra Unipol, Fondiaria Sai, Premafin e Milano Assicurazioni sia stata viziata da concambi non aderenti alle situazioni patrimoniali di dette società» sia un andamento anomalo della «fase di Borsa che ha preceduto la fusione».
I fatti sono stati riassunti in tre delibere della Consob. Tra il 18 luglio 2012 e il 27 luglio 2012 (delibera 18829), Equita, la sim controllata al 51% dal private equity Usa Jc Flowers, «ha assunto una posizione lunga su azioni Fonsai tramite l’esercizio di strumenti derivati e, nell’arco della medesima giornata, ha operato in vendita sul Mta per quantità di azioni Fonsai corrispondenti, continuando ad operare in tal modo anche dopo il 23 luglio 2012, quando era o avrebbe dovuto essere a conoscenza della mancata consegna a proprio favore, da parte di alcune controparti di mercato, di parte consistente delle azioni Fonsai rinvenienti dall’esercizio dei citati strumenti derivati». In quei giorni, alcuni trader di Equita avevano addirittura commentato ai giornali la mancanza di titoli per gli investitori istituzionali che avevano venduto allo scoperto. A giochi fatti, Equita ha manovrato il 12,5% del capitale sociale pre-aumento, mentre Aletti (delibera 18828) ha operato allo stesso modo tra il 19 luglio 2012 e il 27 luglio 2012, movimentando il 13,48% del capitale sociale pre-aumento. Secondo la Consob, il comportamento di Equita e Aletti è stato aggravato dal contesto in cui sono avvenute le vendite allo scoperto, perché la vigilanza aveva adottato misure straordinarie per la tutela del mercato proprio in relazione all’aumento di capitale per limitare le ripercussioni sui titoli.
Citi, invece, tra il 29 giugno 2011 e l’8 luglio 2011 (ovvero durante l’aumento per rinvigorire il capitale, cui partecipò Unicredit) ha eseguito «un rilevante numero di operazioni in vendita di azioni Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni senza regolarle nelle relative giornate di liquidazione » (delibera 18830). Ha eseguito per un cliente, di cui Consob non ha reso pubblico il nome, consegne di titoli Fonsai per un controvalore di 27,4 milioni di euro e della controllata Milano per 7,4 milioni. Per il momento non risultano nuovi indagati.
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