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Eolico e solare, incentivi più leggeri

di Roberto Bagnoli

ROMA— Sulle rinnovabili si procede ma con incentivi più articolati. Dopo giorni di discussione i ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e dell’Agricoltura hanno trovato l’intesa sul provvedimento che il governo ha approvato. In sostanza non viene introdotto il tetto degli 8 mila megawatt, si dà una sforbiciata alle incentivazioni e si riduce dal 30 al 22%il taglio al prezzo di ritiro dei certificati verdi per gli anni 2011-2015. Ma per sapere come e di quanto saranno le nuove agevolazioni bisognerà aspettare la fine di aprile per un nuovo decreto che ridisegnerà il sistema dei bonus dal primo di giugno. Fino a tutto maggio gli impianti allacciati alla rete godranno delle vecchie tariffe. Stretta anche per il fotovoltaico sui terreni agricoli: saranno agevolati solo gli impianti fino a 1 megawatt, dovranno rispettare la distanza di 2 chilometri nel caso il proprietario sia lo stesso, e la copertura dei pannelli solari non potrà superare il 10%dell’intera superficie. «Nessun taglio, nessuno stop, nessuno stop alle rinnovabili — ha commentato il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani -solo una razionalizzazione del sistema per fermare le speculazioni finanziarie che finiscono per pesare sulle bollette degli italiani» . Per la collega all’Ambiente Stefania Prestigiacomo si tratta di una buona soluzione, «un punto di equilibrio che terrà conto dell’obiettivo europeo del 17%di rinnovabili al 2020, della progressiva riduzione dei costi dei materiali e dei livelli dei bonus adottati dagli altri Paesi» . L’opposizione è contraria. Per il segretario del Pd Pierluigi Bersani «la decisione del governo è un disastro che di fatto blocca il settore anche se è vero che c’è stata una marcia indietro» . Molto positivo invece il commento di Confindustria che ha espresso «viva soddisfazione» per la posizione di «equilibrio» raggiunta dal governo «grazie al lavoro dei ministri Romano e Prestigiacomo» . «Il provvedimento — si legge in una nota — pone le basi per uno sviluppo razionale della green economy italiana che avrà una ricaduta positiva sul costo dell’energia» . Rete imprese Italia ha invece giudicato «peggiorative» le modifiche adottate dal governo rispetto al testo «discusso in sede tecnica» . Per il presidente Remo Guerrini «l’eliminazione del tetto degli 8mila megawatt non risolve il problema perché lo si sostituisce con la scadenza del conto energia prevista per il 30 maggio» . L’Authority si è riserva di studiare bene il testo prima di giudicarlo.

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