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Entro febbraio a Bper 501 filiali dell’ex Ubi

I lavori dei cantieri aperti in vista della cessione del ramo d’azienda da Intesa a Bper sono in corso. Obiettivo: concludere la migrazione informatica ed amministrativa entro la prima parte dell’anno prossimo. Oggetto della cessione, come noto, sono i 532 sportelli risultanti dall’acquisizione di Intesa su Ubi. Gran parte di essi (501) passeranno al gruppo modenese entro la seconda metà di febbraio 2021; per le restanti 31 filiali targate Intesa Sanpaolo ci sarà invece da attendere il secondo trimestre 2021, come annunciato ieri da entrambe le banche.

Di certo la road map definita nell’ambito dell’accordo sottoscritto il 17 febbraio scorso tra Ca’ de Sass e Bper appare blindata. Ieri si è aggiunto un tassello fondamentale di questo mosaico, che è il via libera del Cda di Bper all’aumento di capitale da 800 milioni, rafforzamento propedeutico all’acquisto delle oltre 500 filiali.

Nel dettaglio, il board di Modena – che aveva delega per un aumento fino a un miliardo – ha deliberato un rafforzamento da 802 milioni di euro circa: l’operazione si realizzerà tramite l’emissione di 891 milioni di nuove azioni, che saranno offerte in opzione agli azionisti e alla Fondazione di Sardegna, che è anche sottoscrittrice del prestito obbligazionario convertibile “Additional Tier 1” emesso a luglio 2019. Il rapporto stabilito è di 8 nuove azioni ogni 5 diritti posseduti al prezzo di sottoscrizione di 0,90 euro per ciascuna nuova azione, come anticipato ieri dal Sole 24Ore.

Il prezzo di emissione delle nuove azioni incorpora uno sconto del 30,97% rispetto al prezzo teorico ex diritto (Terp, Theoretical ex right Price) delle azioni ordinarie Bper. Buona la reazione del mercato ieri: il titolo Bper ha chiuso in rialzo dell’1,95%, a conferma della buona percezione degli investitori rispetto al deal.

Definito anche il calendario dell’offerta. Si parte lunedì prossimo: i diritti di opzione saranno esercitabili fino al 23 ottobre 2020 mentre saranno negoziabili sul Mercato Telematico Azionario dal 5 ottobre 2020 al 19 ottobre 2020, estremi inclusi.

Con questo rafforzamento, e alla luce dei closing definito per l’inizio del 2021, Bper ha anche rivisto i target finanziari, limandoli lievemente per l’allungamento dei tempi delle filiali Intesa. Secondo le nuove stime, a valle dell’operazione, l’utile netto consolidato stimato di Bper al 2021 è atteso a 350 milioni circa, escludendo gli elementi one-off positivi e negativi. L’Npe ratio lordo è atteso in area 9% mentre il cost/income ratio complessivo dovrebbe attestarsi al 60%. L’indice di solidità patrimoniale (Cet 1 ratio in termini fully loaded) è atteso oltre quota 13,0%.

Tornando all’aumento, scontata la partecipazione dell’azionista di riferimento di Bper, Unipol, oggi al 19,68% del capitale. Stesso discorso per la Fondazione di Sardegna, azionista al 10,22% e titolare delle obbligazioni convertibili, che deve da parte sua ricevere l’ok del Mef. Resta invece da capire quale sarà alla fine la partecipazione del pubblico retail all’operazione. Per la sua natura di banca ex popolare, Bper conta su una quota ampia di piccoli azionisti, oggi stimata attorno al 30-40% del capitale. Possibile che una porzione di questi soci decida di monetizzare i diritti e incassarne il valore. L’esito potenziale di questo meccanismo sarebbe il ridisegno della mappa azionaria della banca, che vedrebbe aumentare la quota di investitori istituzionali, allineandosi così alle best practices bancarie europee.

Di certo il buon esito dell’aumento è comunque in sicurezza data la sottoscrizione del contratto di garanzia (c.d. underwriting agreement). Ruolo decisivo quello di Mediobanca, che agisce in qualità di sole global coordinator e joint bookrunner, affiancata da BofA Securities Europe e Citigroup, che agiranno in qualità di co-global coordinator e joint bookrunner. Nell’operazione sono coinvolte anche Jp Morgan (senior joint bookrunner), Banco Santander, Barclays, Bnp Paribas, Crédit Agricole Cib, Equita Sim, Intermonte, Mainfirst e Mps Capital Services, che ricoprono il ruolo di joint bookrunner e che si sono impegnati a sottoscrivere l’eventuale inoptato.

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