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Entrate erariali in aumento del 4,4%

Le misure fiscali fanno correre le entrate tributarie dello Stato, che aumentano nonostante l’economia in frenata.
Tra gennaio e ottobre 2012 gli incassi dell’Erario sono aumentati del 4,4% (al netto delle una tantum) rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, e un terzo dei 12 miliardi aggiuntivi è garantito dalla quota statale dell’acconto Imu. Il 50% dell’imposta destinato alle casse dello Stato (con l’eccezione delle abitazioni principali e dei fabbricati rurali strumentali) ha fruttato 4 miliardi di euro, un po’ meno rispetto alle stime iniziali ma secondo l’Economia a spiegare la cifra basta la sospensione dei pagamenti per le aree colpite dal terremoto di maggio. Una spinta aggiuntiva, anche se meno consistente in valore assoluto, arriva dalla lotta all’evasione, che vede crescere i propri frutti del 9 per cento. Altre voci in grande spolvero sono quelle legate alle rendite finanziarie, sia le dirette (+2,9 miliardi, con un aumento del 53,9% rispetto ai primi 10 mesi del 2011) sia i bolli (+3,1 miliardi, con un incremento del 126,6%).
In entrambi i casi, a spiegare l’impennata sono ancora una volta le misure fiscali recenti: nel 2012 sono infatti entrate in vigore l’armonizzazione delle imposte al 20%, prevista dalla manovra-bis del 2011 (Governo Berlusconi) e i nuovi bolli su conti correnti e prodotti finanziari, oltre all’anticipo dell’acconto che dal 30 novembre è arretrato al 16 aprile. Gli aumenti delle accise, poi, hanno tenuto la recessione lontano dagli incassi sui prodotti energetici: i consumi di benzina sono scesi del 10,6%, quelli di gasolio per auto del 9,1% e per riscaldamento del 6,4%, ma il gettito fiscale è aumentato del 22% (3,5 miliardi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso).
La congiuntura fredda si fa invece sentire direttamente dalle parti dell’Iva, che scende del 2% (1,8 miliardi in meno del 2011) per effetto del mix di segni negativi nelle importazioni (-3,1%) e negli scambi interni (-1,8%). Lo stesso vento soffia sulle imposte immobiliari (-11,2% il registro, -8,9% i diritti catastali) e sui redditi dei lavoratori autonomi (l’Irpef di settore scende del 4,6%), mentre regge l’imposta sui dipendenti (+1,9%) e sui pensionati (+0,4%).
Un segno meno accompagna infine i frutti fiscali dei giochi, che nei primi 10 mesi del 2012 si sono fermati a 10,7 miliardi, con una flessione del 6,7% sullo stesso periodo del 2011.

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