Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Entrate, buco di 3,5 miliardi dovuto alla crisi economica. Monti: niente tagli alle tasse

ROMA – La crisi galoppa, i redditi si contraggono e le tasse tracollano. Così, a sorpresa, si apre un buco nei conti pubblici. All´appello mancano 3,5 miliardi di entrate tributarie, avverte la Ragioneria generale nel suo rapporto mensile. Uno scostamento di quasi tre punti percentuali dal gettito che lo Stato pensava di mettere al sicuro nei primi quattro mesi dell´anno, così come stimato nel Documento di economia e finanza del 18 aprile scorso, ancora fresco di stampa.
Pessimi segnali di una recessione che morde, come conferma il dato più eclatante sull´Iva. L´imposta sui consumi incassata nel primo quadrimestre scende di ben 3 miliardi, il 10% in meno, rispetto alle stime. Quasi la totalità del provvisorio, ma consistente, “ammanco” statale. Non è bastato dunque l´incremento dell´aliquota dal 20 al 21%, introdotto quasi un anno fa da Tremonti, a compensare il fisiologico calo degli introiti fiscali che si registra in tempo di crisi.
Un campanello d´allarme per i conti pubblici, questo, anche in vista di un ulteriore ritocco dell´Iva previsto ad ottobre (di due punti, dal 21 al 23% e dal 10 al 12%), da scongiurare con i proventi della spending review, la revisione della spesa. Sul punto, «mi auguro che sia possibile ridurre la pressione fiscale nel nostro Paese», ha riferito ieri il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda. Ma «le condizioni nelle quali stiamo vivendo», sisma compreso, presentano «una difficoltà maggiore di quella ipotizzata». Dello stesso tono le dichiarazioni del premier Monti che, in un´intervista a Famiglia Cristiana, riferisce di un «Paese disastrato da rimettere in sicurezza», pensando al terremoto ma non solo, dove è «essenziale dare lavoro ai giovani», essere «ancora più duri sulla lotta all´evasione», senza molte speranze però di alleggerire il carico fiscale. Anche il “fattore famiglia”, «in questa fase economica è incompatibile, purtroppo, con gli impegni di spesa».
Niente sconti sulle tasse in arrivo, dunque. Nonostante i richiami della Corte dei Conti che, ancora ieri, ammoniva sul «rischio avvitamento» scatenato dall´aumento della pressione fiscale che provoca «impulsi recessivi» e allontana gli obiettivi di gettito. Proprio quanto certificato dalla Ragioneria, nonostante gli incassi tributari nei primi quattro mesi del 2012 siano stati più generosi dello stesso periodo del 2011: 119 miliardi contro 117, l´1,4% in più. Troppo poco però per centrare gli obiettivi quantificati nel Def, mancati del 2,9%, ovvero 3,474 miliardi di “buco”. Numeri che rappresentano «solo indicazioni di larga massima sugli andamenti in corso», precisa in serata una nota del ministero dell´Economia, spiegando che lo stesso confronto tra entrate e previsioni «relativo ai primi tre mesi evidenziava uno scostamento ancora maggiore, pari a 4 miliardi di euro». Un “gap” che non può quindi essere «assunto ad indicatore» del risultato «effettivo» a fine anno. Anche perché «nei prossimi mesi si evidenzieranno gli effetti delle manovre disposte nel corso del 2011». E dunque arriveranno «indicazioni più puntuali» dagli incassi di Imu e Irpef.
Rispetto al primo quadrimestre 2011, da segnalare i quasi 2 miliardi in più (+180%) incassati dall´imposta di bollo (rincarata) e 1,4 miliardi aggiuntivi (+24%) dall´aumento di 8,2 centesimi delle accise sulla benzina (Salva-Italia). Cala il lotto (-9,7%).

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Gaetano Miccichè lascia il consiglio di amministrazione di Rcs MediaGroup. Il presidente della div...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rinvio per tre provvedimenti chiave del governo Draghi per accompagnare l’attuazione del Recovery...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Se mai ci fosse stato un dubbio, il Csm ha messo nel mirino tutta la situazione che sta incendiando...

Oggi sulla stampa