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Enti locali, il governo condona le multe. Per i Comuni un bonus di 500 milioni

Quasi cento milioni a Roma, circa la metà a Torino, Napoli e Milano. Virginia Raggi e Chiara Appendino, come pure Luigi de Magistris e Giuseppe Sala, iniziano nel migliore dei modi il loro mandato di sindaco. Neanche ventiquattr’ore dopo l’elezione al ballottaggio ottengono dal governo la cancellazione delle multe milionarie dovute dalle due città metropolitane per aver sforato il Patto di Stabilità nel 2015. Loro non c’erano, ed il provvedimento varato ieri sera dal governo «salvo intesa», che vale in tutto un miliardo di euro, riguarda anche Genova, Reggio Calabria, Bari e Venezia, e quasi la metà delle vecchie provincie. Ma segna un primo passaggio politico importante nei rapporti tra il governo ed i Comuni, destinati a cambiare dopo la vittoria dei sindaci del M5S.

Il contenzioso tra i sindaci ed il governo di Roma è già bello consistente ed aumenta velocemente, con il dibattito su tutti i temi chiave della finanza locale congelato da mesi per via delle amministrative. L’Associazione nazionale dei comuni ha appena presentato al governo un dossier di 37 pagine con 13 richieste di intervento normativo per venire incontro alle esigenze dei sindaci. A perorarle ai tavoli con l’esecutivo non ci sarà però più Piero Fassino, il sindaco pd di Torino, uscito sconfitto al ballottaggio da Chiara Appendino del M5S. Il rinnovo dei vertici dell’Anci sarà un passaggio chiave, anche per verificare un eventuale nuovo atteggiamento degli amministratori del Movimento Cinque Stelle nei confronti dell’esecutivo.

La lista delle richieste sottoposte a Palazzo Chigi è già lunghissima: si va dai 600 milioni di rimborsi per le spese di giustizia alle regole per le assunzioni. Ma nel documento presentato dall’Anci di Fassino, ad esempio, si chiedono al governo anche norme esplicite che consentano ai Comuni di rinegoziare e ristrutturare il debito nei confronti dello Stato, una delle iniziative preannunciate da Virginia Raggi, neo sindaco di una Capitale oberata da 13,6 miliardi di debiti pregressi. Una tentazione, comunque, i sindaci Cinque Stelle, vecchi e nuovi, già ce l’hanno. Portare sul tavolo del confronto tra i sindaci e il governo, quel reddito di cittadinanza che finora non ha fatto strada in Parlamento.

Mario Sensini

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