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Enti, aiuti ad imprese e famiglie

Sconti Tari per le attività economiche che hanno dovuto chiudere o ridurre l’attività a causa del Covid. Ai comuni andrà una dotazione di 600 milioni di euro che sarà ripartita con un successivo decreto ministeriale. Ma i sindaci potranno ampliare le riduzioni della tassa rifiuti, finanziandole con le risorse ricevute nel 2020 e non utilizzate. Gli sconti ai commercianti non dovranno però ripercuotersi sulla restante platea di utenti del servizio rifiuti (famiglie).

E per le famiglie in difficoltà tornano i buoni spesa finanziati con un fondo di 500 milioni di euro attribuito ai comuni per metà in base alla popolazione e per metà tenendo conto del reddito medio pro capite. Un fondo che, oltre che per la solidarietà alimentare, potrebbe essere destinato anche al sostegno degli affitti, ossia al pagamento dei canoni di locazione e delle utenze domestiche da parte degli inquilini.

Per il pagamento dei debiti commerciali, il Fondo di 12 miliardi di euro istituito ad hoc dal decreto Rilancio (dl 34/2020) verrà incrementato di ulteriori 2 miliardi. Risorse che serviranno a pagare i debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali e delle regioni per debiti diversi da quelli sanitari. Il Mef stipulerà un addendum alla convenzione già sottoscritta con Cassa depositi e prestiti aprendo un’ulteriore finestra di adesione che potrebbe andare dal 14 giugno al 7 luglio prossimi, destinata agli enti che non sono riusciti a far fronte ai pagamenti dei debiti maturati al 31 dicembre scorso. L’anticipazione sarà erogata entro il 23 luglio proporzionalmente alle richieste di anticipazione pervenute.

Sono alcune delle novità contenute nella bozza Mef del decreto sostegni bis atteso in settimana in consiglio dei ministri. Un pacchetto di misure molto atteso dagli enti locali che andrà a combinarsi con altri interventi meno onerosi che potrebbero essere anticipati come emendamenti al primo decreto sostegni (dl n.41/2021) all’esame delle commissioni riunite bilancio e finanze del Senato. A cominciare dalla cancellazione della prima rata Imu (acconto di giugno) per gli immobili posseduti dai soggetti passivi che hanno i requisiti per beneficiare del contributo a fondo perduto. Secondo quanto previsto dall’articolo 1, commi da 1 a 4, del dl n. 41/2021, tali soggetti sono quelli con ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro all’anno e che hanno subito un calo di fatturato di almeno il 30% nel 2020 rispetto al 2019. L’esenzione si applicherà solo agli immobili nei quali i soggetti passivi esercitano le attività di cui siano anche gestori.

L’esenzione costerà alle casse dello Stato 216 milioni di cui 142,5 andranno ai comuni come ristoro delle perdite di bilancio subite e 73,5 milioni allo Stato per quota Imu di propria competenza. I ristori ai comuni saranno attribuiti con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Mef, previa intesa in sede di Conferenza stato-città ed autonomie locali.

Nel decreto Sostegni bis, ma molto più probabilmente come emendamento al primo decreto, troverà posto anche la proroga dal 30 giugno al 31 dicembre 2021 dell’esenzione dal versamento del canone unico per le occupazioni di suolo pubblico delle imprese di pubblico esercizio (per esempio, i tavolini posizionati all’aperto da bar e ristoranti) e dagli ambulanti.

Per il ristoro del mancato gettito derivante dal prolungamento di sei mesi dell’esenzione, vengono stanziati ulteriori 165 milioni. Tornando al fondo per la solidarietà alimentare, come detto, i 500 milioni stanziati dal decreto sostegni bis saranno equamente ripartiti in proporzione alla popolazione residente in ciascun comune e in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione.

I valori reddituali comunali presi in considerazione saranno quelli sono quelli relativi all’anno d’imposta 2018.

Il contributo minimo spettante a ciascun comune non potrà in ogni caso risultare inferiore a 600 euro. Si ragiona anche sul rifinanziamento del fondo a favore degli enti in predissesto di cui beneficiano i comuni che hanno il piano di riequilibrio approvato e in corso di attuazione, anche se in attesa di rimodulazione a seguito della sentenza n. 115/2020 della Corte costituzionale.

La bozza di decreto Sostegni bis non quantifica ancora la dotazione del fondo per il 2021 e il 2022. Un altro intervento molto atteso dai comuni ma ancora non quantificato riguarda l’incremento del fondo destinato ai comuni a parziale ristoro delle minori entrate da imposta di soggiorno, contributo di sbarco e contributo di soggiorno causate dal Covid. Il ristoro verrà inoltre esteso anche ai comuni della Provincia Autonoma di Bolzano finora esclusi.

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