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Ente Carige, arrivano le dimissioni

Due dimissioni dalla Fondazione Carige arrivano all’indomani dell’approvazione della delibera con cui l’ente ha chiesto una convocazione dell’assemblea straordinaria dei soci di Banca Carige (di cui controlla il 46,5%), per ottenere il rinvio, da marzo a giugno, dell’esecuzione dell’aumento di capitale. Un’operazione da 800 milioni per la quale l’istituto di credito genovese ha già avviato la fase preliminare.
Proprio nel giorno in cui i vertici di Banca Carige hanno incontrato, a Roma, i tecnici di Consob e Bankitalia, si sono manifestati, all’interno della fondazione, malumori verso l’atteggiamento assunto dal presidente Paolo Momigliano. Malumori divenuti insanabili con le dimissioni del consigliere d’indirizzo e giurista Andrea D’Angelo, e da quelle di Guido Alpa, membro del cda nonché presidente del consiglio nazionale forense. Entrambe sono accompagnate da lettere piuttosto polemiche, che spiegano le ragioni del loro gesto. La decisione di rassegnare le dimissioni, scrive D’Angelo nella chiusa della sua missiva, deriva dal maturato convincimento di una «sostanziale rassegnazione del presidente (Momigliano, ndr), e non solo sua, circa le sorti della fondazione, e circa la stessa possibilità che sia preservato un significativo ruolo della medesima nella compagine azionaria della banca».
Ma prima di arrivare a queste conclusioni, l’ormai ex consigliere della fondazione non risparmia dure critiche a Momigliano. Afferma di ritenerlo responsabile del fatto che la mozione con cui il cdi ha comunicato, per la prima volta, la necessità della fondazione di ottenere un rinvio nei tempi dell’aumento di capitale (che l’ente, al momento, non ha la liquidità per sottoscrivere), sia stata consegnata alla banca solo il 17 febbraio (e senza la firma di Momigliano), mentre era stata compilata il 3 del mese.
D’Angelo critica anche il fatto che il presidente non abbia, a suo parere, dato adeguate informazioni al cdi sui diversi passaggi della riunione del 20 febbraio del cda della fondazione. Tra quei passaggi c’è la proposta di alcuni consiglieri di amministrazione, fra i quali Alpa, di deliberare la richiesta di assemblea straordinaria al cda della banca. D’Angelo stigmatizza, poi, il fatto che, nelle riunioni dei consigli della fondazione tenutesi lunedì scorso, solo «a seguito di specifica richiesta da parte di un consigliere (di indirizzo, ndr)», Momigliano abbia dato lettura di una sua proposta di convocazione di assemblea straordinaria della banca, poi messa ai voti e approvata.
Non molto diverse le posizioni di Alpa, il quale, a sua volta, lamenta che la richiesta di convocazione straordinaria dell’assemblea di Carige, proposta anche da lui giovedì 20, non è stata adeguatamente discussa prima delle riunioni del cda e del cdi di lunedì. E che lunedì quella proposta è stata presentata come un’opinione individuale dello stesso Alpa, subito prima che Momigliano presentasse la propria proposta. Alpa spiega poi che, dalle dichiarazioni pubbliche del presidente, emerge la volontà di modificare l’iter previsto nella delibera di lunedì. L’obiettivo Momigliano, insomma (questo Alpa non lo dice ma si intende fra le righe), si sposerebbe con quello della banca, che sarebbe di deliberare l’aumento di capitale il 31 marzo, come previsto. Ma lasciandone scivolare l’esecuzione a giugno, come richiesto dalla fondazione, ed evitando il confronto in assemblea. Un passaggio giudicato pericoloso dalla banca (e dagli organi di vigilanza) perché potrebbe portare alla ribalta la richiesta di spostamento oltre la fine marzo della data per l’esercizio della delega alla ricapitalizzazione.
Oggi il cda di Carige, convocato in mattinata e forte dell’incontro dei suoi vertici con Bankitalia e Consob, potrebbe optare proprio per concedere, senza assemblea, alla fondazione la proroga a giugno dell’esecuzione dell’aumento (senza troppi sforzi, visto che i tempi tecnici successivi all’esercizio della delega il 31 marzo porterebbero, comunque, l’effettiva ricapitalizzazione ai primi di giugno). A quel punto la parola ripasserà al cda della fondazione, convocato per le 17 di oggi.

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