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Eni, utile a 3,9 miliardi grazie alle cessioni

Eni archivia il terzo trimestre del 2013 con un utile corretto per le componenti straordinarie (adjusted) in calo ma superiore alle attese degli analisti. Nei tre mesi al 30 settembre, i profitti netti adjusted del gruppo petrolifero si sono attestati a 1,17 miliardi, con una flessione annua del 29,4% ma del 18% meglio delle aspettative del mercato. Senza correggere per le voci straordinarie, l’utile netto si è posizionato a 3,99 miliardi, con un balzo del 61,9% sul dato dello stesso periodo del 2012, grazie soprattutto all’effetto positivo della plusvalenza di 3 miliardi realizzata con la cessione alla cinese Cnpcdel 28,57% di Eni East Africa. I profitti operativiadjusted si sono invece attestati a 3,44 miliardi, in flessione del 15,7% dal terzo trimestre del 2012, per via, tra le altre cose, dell’andamento della divisione “esplorazione e produzione” (E&P). Quest’ultima, nel terzo trimestre, ha visto calare la produzione del 3,8% annuo a 1,653 milioni di barili al giorno, soprattutto a causa delle tensioni in Nigeria e Libia. «In Libia – ha spiegato il direttore dell’E&P di Eni Claudio Descalzi – stiamo perdendo molta produzione: l’attuale è di 135mila barili al giorno », contro il dato di 247mila del primo semestre. «La situazione non è molto buona – ha aggiunto Descalzi – e non sappiamo cosapuò accadere nei prossimi giorni, ma siamo ottimisti nel mediolungo termine». Un analista specializzato nel settore dell’energia nota che, anche nello scenario peggiore, difficilmente la produzione in Libia potrebbe azzerarsi. Basti pensare che il livello minimo raggiunto durante la guerra civile del 2011 si aggirava sui 60mila barili al giorno.
I risultati trimestrali, ha sottolineato l’ad di Eni Paolo Scaroni, «consolidano la nostra redditività in un trimestre che ha risentito ancora delle difficili condizioni dei mercati europei delmid e
downstream, delle riduzioni straordinarie delle produzioni in Nigeria e Libia e dell’apprezzamento dell’euro. Considerata la natura temporanea di questi fattori e la solidità del nostro business – ha annunciato Scaroni, che proprio ieri ha incontrato il presidente della Repubblica dell’Ucraina Viktor Yanukovich per fare il punto sui progetti di espansione nel paese – avvieremo il programma dibuyback». L’acquisto di azioni proprie, del resto, avrebbe l’effetto di sostenere le quotazioni di Borsa di Eni nel caso, ventilato da alcune indiscrezioni, in cui il Tesoro dovesse effettivamente mettere sul mercato la quota di circa il 4% del capitale. Intanto, ieri, i titoli del gruppo hanno guadagnato l’1,33% a 18,35 euro, beneficiando sia della trimestrale oltre le attese, sia dell’annuncio del buyback,che prenderà il via nelle prossime settimane.
Sempre ieri, Snam, il gruppo del gas controllato dalla Cdp e partecipato da Eni all’8,54%, ha annunciato di avere archiviato il terzo trimestre del 2013 con un utile nettoadjusted di 212 milioni, praticamente invariato rispetto ai 12 mesi prima.
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