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Eni torna leader dell’industria Redditività, Cairo tra i primi otto

Eni supera Enel e torna in testa alla classifica dei principali gruppi italiani; la manifattura privata si conferma più competitiva di quella pubblica; dal confronto internazionale risulta evidente che nel nostro Paese la grande industria è ormai quasi assente. Sono i temi principali che emergono dalla 44esima edizione dell’Annuario R&S Mediobanca, che raccoglie i profili dei primi 50 gruppi quotati italiani. Nel «club» dei 42 big industriali quest’anno debuttano Cairo Communication (che controlla Rcs MediaGroup, editore del Corriere della Sera) che si colloca anche fra i primi otto per redditività operativa e netta, Immsi (Piaggio) e Tod’s, mentre escono Luxottica e Parmalat (delistate) e Astaldi.

Nel rapporto colpisce il confronto fra Italia e gli altri principali Paesi europei: il fatturato medio dei primi dieci gruppi manifatturieri è pari in Germania a 82 miliardi, in Francia a 38, in Gran Bretagna a 19, in Italia a 8; il peso sul Pil è in Germania pari al 24,1%, in Francia al 15,9%, in Gran Bretagna all’8% e in Italia al 4,6%. Se facciamo un confronto rispetto al 1998, il fatturato dei primi 25 gruppi industriali italiani privati è sceso sul Pil dal 12,5% al 7,5%: determinante è l’uscita di Exor (sede in Olanda) e Luxottica (ora EssilorLuxottica, sede in Francia). Includendo i due gruppi la quota sul Pil sarebbe salita al 14,4%. I primi 10 big tedeschi realizzano ricavi di poco inferiori a metà del nostro Pil.

Tutto ciò si riflette, oltre che in Borsa (la capitalizzazione dei primi 10 big tedeschi sfiora il valore di Piazza Affari) su crescita e investimenti. Nel periodo 2014-2018 il giro d’affari dei top 10 della manifattura è aumentato del 23,7% in Gran Bretagna, del 23,6% in Francia, del 15,1% in Germania, e dell’8% nel nostro Paese. Gli investimenti sono saliti del 33,1% in Germania, del 32,9% in Francia, del 19,2% in Gran Bretagna mentre sono diminuiti del 9% in Italia. Nei 5 anni i big player della manifattura dei quattro Paesi hanno realizzato in totale investimenti materiali pari a 578 miliardi, solo 15 riferibili a italiani. I nostri “campioni nazionali” rappresentano sul totale dei top 10 dei 4 Paesi il 5,5% del giro d’affari (quelli tedeschi il 55,8%) e il 2,1% degli investimenti (80,5% i tedeschi).

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