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Eni ed Enel, presidenze alla prova

di Gianni Dragoni

Si profila una mini-rivoluzione al vertice dell'Eni e dell'Enel, i due gruppi pubblici più ricchi oggetto del rinnovo dei consigli d'amministrazione, insieme a Finmeccanica.

L'arrivo di due nuovi presidenti, i «giovani» Giuseppe Recchi (47 anni) e Paolo Andrea Colombo (51 anni), più giovani degli amministratori delegati e con una conoscenza diretta del mondo delle imprese, fa pensare che il prossimo triennio non sarà in discesa per i capiazienda confermati, Paolo Scaroni (nato nel 1946) all'Eni e Fulvio Conti (nato nel 1947) all'Enel.

Una messa a punto è attesa anche per Finmeccanica. Il numero uno da nove anni, Pier Francesco Guarguaglini, 74 anni, rimanendo solo presidente ma con alcune deleghe importanti (si parla di strategie internazionali e rapporti esterni, nulla però è stato ufficializzato) dovrà saper coabitare con il manager che viene dai successi di AgustaWestland, Giuseppe Orsi, classe 1945, promosso – con la spinta della Lega – amministratore delegato del gruppo aerospaziale, con la responsabilità diretta quindi su gestione, organizzazione, nomine.

Le deleghe puntuali dei nuovi vertici saranno ufficializzate dopo l'insediamento dei cda che saranno eletti dalle assemblee degli azionisti, previste l'Enel il 29 aprile, Finmeccanica il 4 maggio, l'Eni il 5 maggio. Ma già adesso si può tratteggiare una prospettiva, con l'avvertenza che di solito i presidenti non sono investiti di particolari deleghe. Hanno la rappresentanza legale della società, il compito di convocare il cda e fissarne l'ordine del giorno. Qualche volta hanno la responsabilità per il controllo interno (audit) e la comunicazione.

Se in Finmeccanica gli equilibri saranno influenzati dalla tempra e dal carisma di Guarguaglini e dalle competenze di Orsi, per Eni ed Enel il discorso è diverso. Non è solo questione d'età, ma si può dire che con Recchi e Colombo l'anagrafe entra nel governo societario, la governance, dei grandi gruppi di Stato. La scelta del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, frutto di una serrata dialettica con il sottosegretario a Palazzo Chigi Gianni Letta e con la Lega, indica che l'azionista pubblico ha voluto introdurre elementi di discontinuità. Probabilmente uno degli obiettivi è capire meglio come sono gestite queste società, da sei anni affidate agli stessi a.d e da nove con gli stessi presidenti, senza attendere di conoscere solo quel che gli amministratori raccontano nella relazione finanziaria annuale di bilancio.

Non è un mistero che Tremonti non fosse pienamente convinto di confermare Scaroni all'Eni e che il Tesoro, come alcuni fondi, si aspetti un maggior rendimento dai due colossi dell'energia. Danno buoni dividendi, ma negli ultimi anni hanno anche incrementato sensibilmente i debiti.

La soluzione che Tremonti aveva in mente, come ha anticipato il 31 marzo Il Sole 24 Ore, era promuovere alla presidenza dell'Eni, al posto di Roberto Poli, classe 1938, Paolo Colombo, che è nel cda da tre anni. Nei sei anni precedenti era nel collegio sindacale e si era distinto per aver fatto le pulci alla discutibile operazione nel gas che, se non fosse saltata, avrebbe favorito l'imprenditore Bruno Mentasti, vicino a Silvio Berlusconi.

Nello sprint finale, però, Colombo è stato dirottato alla presidenza Enel, al posto di Piero Gnudi, coetaneo di Poli. Sembra che questa soluzione non fosse la più gradita a Scaroni. Ora comunque il manager vicentino si trova di fronte l'ingegner Recchi, dalle relazioni di alto profilo, da otto anni è nel cda di Exor (ex Ifil) della famiglia Agnelli, per i buoni uffici di Gianluigi Gabetti e ha rapporti negli Stati Uniti. Recchi dal 1999 è nel gruppo General Electric, anche se la presidenza di Ge nel Sud Europa gli attribuisce compiti di rappresentanza e lobby, non di gestione industriale.

All'Enel il management ha fatto resistenza contro il paventato arrivo di un ingombrante presidente targato Lega. Adesso Conti avrà sopra di sé, come presidente, il mastino Colombo. Chiamare Colombo e Recchi commissari sarebbe improprio, ma certo non saranno presidenti di campanello.
 

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