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Eni, due miliardi agli azionisti

Via libera del cda dell’Eni ai 54 centesimi di euro di acconto sul dividendo 2012, con Tesoro e Cdp che incassano rispettivamente 85 e 537 milioni di euro rispetto ai due miliardi complessivi deliberati dal board, mentre Intesa Sanpaolo è ora al 2,35% del capitale, secondo le ultime comunicazioni della Consob sulle partecipazioni rilevanti.
Sul gruppo guidato da Paolo Scaroni, si abbattono però gli effetti del lodo arbitrale che vede opposto il Cane a sei zampe alla società olandese GasTerra per la revisione del prezzo del gas di due contratti take or pay: 604 milioni di euro di impatto sull’utile netto che saranno rilevati nei conti del terzo trimestre. «Sulla base della decisione arbitrale e in attesa dell’esito delle richieste di riduzione del prezzo contrattuale avanzate da Eni in base ai due contratti – spiega la società nella nota diffusa ieri al termine del board – sono state riviste le stime utilizzate per lo stanziamento dei fondi relativi ai successivi periodi di riferimento e di fornitura per il periodo 2005-2012 (il lodo notificato si riferisce al 2003-2006, ma si attende l’altro troncone, ndr). Complessivamente è stata rilevata una rettifica negativa del prezzo di acquisto per circa 44 miliardi di metri cubi per forniture avvenute tra il 2005 e giugno 2012». E le conseguenze del pronunciamento sfavorevole, al netto dei fondi già accantonati nel corso degli ultimi anni per coprire la somma richiesta, sono quantificate nel modo seguente: l’onere straordinario sull’utile operativo è di 690 milioni di euro, oltre a 143 milioni di maggiori oneri finanziari e a 229 milioni di minori tasse, per un onere complessivo sull’utile netto poco sopra i 600 milioni.
Il verdetto peserà quindi sui conti del terzo trimestre. Ma Eni non è certo disposta a rimanere con le mani in mano e, oltre a insistere per una revisione del prezzo pagato alla società olandese – che aveva rivendicato circa un miliardo di euro di indennizzo -, i legali del Cane a sei zampe stanno studiano una contromossa legale nei confronti delle decisioni del collegio arbitrale a favore di GasTerra, controllata al 50% dal governo olandese e al 25% ciascuno da Royal Dutch Shell ed Exxon Mobil.
Ieri, poi, il board di Eni ha confermato l’acconto di 54 centesimi di euro per azione sul dividendo 2012, con stacco cedola il prossima 24 settembre e pagamento a partire dal 27 dello stesso mese. Ai possessori di american depositary receipt (Adr, che rappresenta due azioni), registrati entro il 26 settembre, sarà perciò distribuito un acconto di 1,08 euro per titolo, in pagamento il 9 ottobre. «L’acconto sul dividendo è stato deliberato – chiarisce la società – sulla base della situazione contabile al 30 giugno 2012 della capogruppo che chiude con l’utile netto di 2.119 milioni di euro», recependo così gli effetti del lodo arbitrale.
Sempre ieri, infine, Eni ha registrato la prima scoperta a olio nel blocco offshore Cape Three Points (Octp), situato nel Tano Basin, nell’offshore del Ghana. Dove il Cane a sei zampe è presente dal 2009 e attualmente opera i due blocchi esplorativi offshore di Octp e Keta. La scoperta, rilevante per la potenzialità di sviluppo commerciale, è stata effettuata attraverso il pozzo Sankofa East-1X, perforato in 825 metri d’acqua e 3.650 metri di profondità complessiva. Durante il test di produzione, effettuato nella parte a olio, il pozzo ha prodotto circa 5mila barili di olio al giorno di ottima qualità.

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