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Eni, 1,4 miliardi dalla cessione Galp

Eni mette in cantiere la discesa nel capitale di Galp Energia che la porterà, nel giro di tre anni, a passare dal 28,34% al 16 per cento circa del capitale. L’operazione è organizzata in più tempi ma l’incasso è immediato e pari a circa 1,4 miliardi. La società guidata da Paolo Scaroni ha annunciato lunedì scorso l’intenzione di procedere contestualmente a un collocamento sul mercato di una quota fino al 5,9% del capitale e all’emissione di un bond convertibile. Ieri ha reso noto l’esito delle due operazioni, con il prezzo, il rendimento e l’incasso.
Il cane a sei zampe ha scelto la strada del collocamento accelerato presso investitori istituzionali, cedendo il 4 per cento a un prezzo per azione di 11,48 euro, con uno sconto di circa il 6% rispetto alla chiusura del giorno precedente. Il controvalore incassato è stato pari a 381 milioni. Contestualmente alla cessione da parte di Eni, in base a quanto previsto dagli accordi tra soci, anche la Caixa Geral de Depositos Sa ha proceduto a vendere una quota dell’1% in suo possesso, portando lo stock di azioni finito sul mercato ieri complessivamente a 41,5 milioni e corrispondenti al 5% del capitale di Galp. L’effetto depressivo sul titolo della società portoghese non si è fatto attendere, visto che ha segnato una flessione del 5,85% in Borsa chiudendo a 11,5 euro (-0,71 euro). Proprio per contenere l’effetto inflattivo sui titoli derivanti da queste cessioni, che si tradurrebbero in un boomerang sull’eventuale vendita di tranche successive, Eni si è impegnata a un lock-up di 90 giorni prima di collocare ulteriori azioni.
Il bond convertibile ha un valore di 1,028 miliardi di euro, un rendimento dello 0,25% e una durata di 3 anni, al termine della quale gli investitori avranno la facoltà di convertire l’obbligazione in azioni Galp a un valore implicito di 15,5 euro, che include un premio del 35% sul prezzo di 11,48 euro al quale è stata fatta la cessione dell’equity. Se tutti gli acquirenti convertiranno – e questo dipenderà molto dal valore che esprimerà il titolo Galp fra 3 anni – l’Eni non dovrà rimborsare il miliardo incassato in questi giorni e avrà ceduto un’altra quota pari all’8% del capitale, cui corrispondono 66,3 milioni di azioni della società portoghese.
Deutsche Bank, Mediobanca, Morgan Stanley e Ubs sono i joint bookrunners delle due operazioni. Eni aveva già ceduto nel luglio scorso un altro 5% di Galp, venduto all’altro azionista Amorin Energia a un prezzo di 14,25 euro per azione per un controvalore di circa 590 milioni.

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