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Energie rinnovabili rilancio da 9 miliardi e accordi Eni-Enel

ROMA.
«Italia paese più “rinnovabile” al mondo». Il presidente del consiglio Matteo Renzi sigilla con uno slogan un obiettivo industriale molto concreto: spingere ancora di più la produzione di energia elettrica da fonte verde in Italia. La copiosa messe di incentivi che da un decennio ha contraddistinto le politiche nazionali ottiene un ulteriore pacchetto da 480 milioni di euro l’anno per i prossimi 20, per un impegno totale che arriva a 9 miliardi. Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha spiegato che era «L’ultima occasione di fare un ragionamento industriale, poi cambieranno le regole europee, all’eolico viene assegnata circa la metà delle risorse disponibili. La restante parte è tra le tecnologie come il solare termodinamico e le biomasse ».
Per dare forza alla strategia “verde” il premier ha riunito a Palazzo Chigi ( «per la prima e forse l’ultima volta», afferma) gli amministratori delegati dei tre grandi gruppi energetici a controllo pubblico: Eni, Enel e Terna. «Visto che una parte della politica mi considera in mano alle lobby, sì, il governo è in mano alle lobby delle rinnovabili, perchè rappresentano la strategia del futuro di questo Paese» ha polemizzato Renzi, mentre Descalzi, Starace e Del Fante hanno illustrato le loro strategie, che dovrebbero comportare anche un inedito livello di cooperazione, a cominciare da Eni e Enel, più abituate storicamente a farsi concorrenza. L’ad del cane a sei zampe Claudio Descalzi mette sul piatto 4 mila ettari di impianti non più utlizzati, terreni bonificati della controllata Syndial e le piattaforme in mare. Diventeranno impianti rinnovabili, principalmente con pannelli solari, si parte con i primi 400 ettari, l’investimento globale vale tra 700 milioni e 1 miliardo di euro dal 2017 da realizzare con l’alleanza di Terna sull’interconnessione e Enel per la realizzazione.
Anche Enel, tramite l’ad Francesco Starace presenta la sua carta d’identità “verde” che vanta Enel Green Power, primatista mondiale di energia rinnovabile grazie all’esteso portafoglio di impianti esteri. In Italia le prospettive di crescita sono concentrate sull’eolico: «Basterebbe sostituire gli impianti esistenti con pale più moderne per aumentare del 50% la produzione, senza incentivi e nuove installazioni», spiega Starace. Il resto passa per la digitalizzazione della rete: 2 miliardi per sostituire 32 milioni di contatori che permetteranno di modulare i consumi e la produzione dei700 mila impianti fotovoltaici sparsi per il Paese. Anche Terna farà la sua parte, aumentando con altre 6 linee le 25 interconnessioni con l’estero della rete elettrica verso Francia, Austria, Svizzera e le nuove rotte in Montenegro e Tunisia. Per la prima volta serviranno anche ad esportare energia verso l’estero.
Luca Iezzi
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