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Energia sempre cara L’Autorità: “Difendere il mercato tutelato”

I costi dell’energia sono ancora troppo alti. Ma non per tutti. La buona notizia, anche per il 2014, è che le famiglie con consumi medio-bassi hanno usufruito di tariffe più basse rispetto alla media dell’Unione europea. Restano invece alti i prezzi per tutti gli altri clienti.
A spiegarlo nella relazione annuale è l’autorità per l’Energia guidata da Guido Bortoni. Per sfuggire a questa “tagliola” che pesa per il 10% in più rispetto al resto del Continente, oltre 3,5 milioni di clienti, cioè il 9,6%, ha cambiato fornitore almeno una volta durante l’anno, un quarto del totale dell’energia distribuita: l’8,1% contro il 7,4% del 2013. In totale i clienti domestici sul mercato libero sono il 28,3%, contro il 24% del 2013. Ma lo stesso Bortoni avverte: il mercato libero è troppo costoso e va rinviata l’abolizione di quello tutelato.
Ecco qualche esempio di tariffe: per la prima classe di consumo (fino a 1.000 kWh/anno), i prezzi italiani risultano inferiori del 16% sia al netto, sia al lordo delle imposte rispetto all’eurozona. Per la seconda fascia (1.000-2.500 kWh/anno), che insieme alla classe successiva è quella nella quale si concentra gran parte delle famiglie italiane, i prezzi al netto delle imposte sono inferiori dell’8%. Per le fasce di consumo superiori i prezzi italiani risultano più alti della media dell’Area euro di quasi il 10%. Al contrario, i prezzi per i consumatori industriali sono superiori all’Area euro per tutte le classi di consumo, con differenziali intorno al 25% al lordo delle imposte.
Il gas. I consumi sono diminuiti di 8 miliardi di metri cubi (-11,6%). Con questa riduzione, la quarta consecutiva, i livelli sono tornati ai valori rilevati tra il 1997 e il 1998. Da registrare anche una marcata diminuzione dei consumi civili (-17%) e di quelli per la generazione termoelettrica (- 14,1%). In calo anche gli usi industriali (-2,1%). Allo stesso modo le importazioni di gas nel 2014 si sono ridotte di un altro 10% anche se il peso della Russia tra i paesi che esportano in Italia è ulteriormente cresciuto, raggiungendo il 47% delle forniture. Sul fronte dei contratti, nel 2014 il 6,2% dei clienti domestici ha cambiato “marchio” contro il 5,5% del 2013.
I prezzi del gas per i consumatori domestici italiani risultano però sempre più alti della media dell’Area euro per tutte le classi di consumo a eccezione del prezzo netto per la classe a maggiori consumi (oltre i 5.253 metri cubi all’anno).
Buone invece le prospettive di sviluppo del mercato all’ingrosso del gas naturale: l’autorità ha recentemente integrato la disciplina relativa alla gestione dei mercati fisici, in considerazione degli accordi di cooperazione con le principali Borse energetiche europee, finalizzati a consentire la consegna del gas nel sistema italiano con uno sviluppo delle attività per il Gestore dei mercati energetici che porterà a risparmi per i clienti.
L’acqua: l’autorithy spiega di aver raggiunto un «metodo omogeneo in tutta Italia». Sono state approvate le tariffe che interessano l’83% della popolazione del Paese. Considerando il dato complessivo delle tariffe approvate, la variazione media rispetto all’anno precedente è del +4,1% nel 2014 e del + 4,5% nel 2015. Infine il Tar del Lazio ha accolto i dubbi di legittimità costituzionale sollevati dai ricorsi contro la misura “spalma-incentivi” alle rinnovabili.
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