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Energia, proroga per il mercato «tutelato»

La cattiva notizia è che il Ddl sulla concorrenza arriverà in aula al Senato solo dopo Pasqua, provando a recuperare in extremis due modifiche di peso. La prima (più sicura, con il maximendamento su cui ci sarà la fiducia) prevede l’ulteriore slittamento di un anno, dal 1° luglio 2018 al 1° luglio 2019, del superamento del mercato tutelato nei settori dell’energia e del gas. La seconda – ancora in bilico – riguarda la norma antiscorrerie con la soglia che farà scattare l’obbligo informativo al 10% (non al 5% come ipotizzato all’inizio) delle quote societarie e valido per tutte le società quotate (non solo per quelle strategiche). Questa modifica, nel caso non fosse recuperata nel Ddl con il ritorno in commissione Industria (ma solo per questo emendamento), sarà comunque inserita nel primo “veicolo normativo” possibile, a partire dalla manovrina. Fin qui il percorso della legge sulla concorrenza («tormentata ma utile», avverte il relatore Salvatore Tomaselli del Pd) che attende il via libera del Parlamento da due anni .
La buona notizia riguarda invece la volontà del Governo di andare avanti sulla concorrenza: il ministero dello Sviluppo economico sta lavorando già a un nuovo decreto – si partirà da diverse misure non entrate nel Ddl – da presentare subito dopo l’approvazione della legge in Parlamento (dopo il Senato servirà anche il sì della Camera). Un impegno, questo, che dovrebbe essere registrato anche nel Def da inviare a Bruxelles.
A decidere del destino delle norme sulla concorrenza è stato ieri un vertice di maggioranza. Che dopo aver fissato, anche a causa dell’affollamento di provvedimenti in Senato, la ripresa dell’esame del Ddl dopo la pausa – non prima quindi di martedì 18 aprile -, ha provato a fare il punto sulle modifiche che erano in cantiere. E su come recuperarle. Tra queste l’emendamento che punta a risolvere il nodo della compagnia di autobus low cost, Flixbus, che potrebbe restare fuori dal mercato italiano a causa di una norma inserita nel decreto milleproroghe. «Se non riusciamo a inserire una soluzione lì, l’impegno del governo è quello di risolverlo comunque valutando l’opzione del decreto enti locali o altro», ha spiegato il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda . Che ieri ha chiarito anche il senso del rinvio a giugno 2019 della fine del mercato elettrico tutelato, fortemente voluto da Mdp: «È una liberalizzazione grandissima, che impatta su tantissime famiglie e su cui non ci può essere alcun rischio di aumenti di prezzo per i consumatori». Non è un caso che nel decreto sulla concorrenza allo studio del Mise potrebbe essere inserito un pacchetto di norme per verificare l’andamento del mercato ed evitare l’aumento delle bollette. Con la possibilità che il passaggio al mercato libero – come ha spiegato ieri Cecilia Guerra capogruppo Mdp – venga «sospeso».

Marzio Bartoloni

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