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Energia, il mercato libero arriva al 50% dei consumatori di gas

La liberalizzazione di luce e gas fa paura a molti ma piace a molti altri. L’autorità dell’energia Arera ha censito quanti consumatori hanno lasciato le sicure tariffe aggiornate ogni tre mesi e sono passati ai prezzi fissi o variabili proposti dalle compagnie energetiche: nel 2019 che sta per finire hanno lasciato la “maggior tutela” il 46,5% dei clienti domestici di corrente (circa 13,7 milioni) e già il 59,1% delle piccole imprese (circa 4,1 milioni). Nel gas già a dicembre 2018 sul libero si trovava il 50% dei domestici. E fra tutti i contratti liberi, le famiglie vanno pazze per quelle a prezzo fisso.

I dati sono contenuti nel documento “Monitoraggio del mercato retail” che l’organismo pubblico sull’energia, sulle reti e sull’ambiente conduce ogni anno per fare il punto del processo di liberalizzazione dell’energia, processo che è fra i compiti di promozione del mercato dell’authority milanese.

Tutto ciò avviene mentre più in là, a Roma nel Senato, c’è un dibattito forte se fare slittare di nuovo la liberalizzazione di tutti i consumatori. Fino a ieri si parlava di rinviare la liberalizzazione piena dal luglio 2020 al 1° gennaio 2022, ma l’ipotesi del rinvio per ora è sfumata.

Corrente elettrica

Le dinamiche della competizione nel settore elettrico sono poco omogenee. Nel 2018, osserva l’autorità dell’energia, sono cresciuti a decine i rivenditori di corrente ai consumatori; le società di vendita sono diventate 426, cioè 35 in più rispetto al 2017. In molti casi sono società poco strutturate che fanno margini ampi sui mercati paralleli del bilanciamento.

Chi sono i leader del mercato libero? Il “primo operatore” (l’Arera non ne dice il nome ma è l’Enel) scende sotto la metà del mercato libero delle famiglie, 49,3%, in termini di energia fornita, ma rimane sopra la metà con il 50,4% in termini di punti serviti. Significa che s’è ridotta leggermente la dimensione media di consumo dei suoi clienti. Insieme, le prime tre società elettriche servono il 67,0% del mercato in termini di energia e il 68,3% in termini di clienti.

Gas

Fermenta il settore del metano. Le aziende del gas sul mercato libero sono cresciute a 396, cioè nel 2018 erano 9 in più. Le aziende più rilevanti sono Eni, Edison, Enel e Iren.

A differenza del mercato dell’elettricità, dematerializzato e vicino alle modalità di mercato dei contratti per i telefonini, le aziende del gas hanno una forte prevalenza locale di legame fisico con le singole province. Le aziende che stipulano contratti in più di 3-4 regioni sono appena 23 e solamente le due aziende più grandi hanno una presenza significativa in almeno metà del territorio nazionale.

La maggior parte dei consumatori è sul mercato libero, ma è una maggioranza risicata, il 50% delle famiglie e il 50,4% dei metri cubi.

I venditori storici sono avvantaggiati nel passaggio dei consumatori al mercato libero, anche perché spesso le aziende del gas hanno una forte tradizione locale le cui radici in alcuni casi superano il secolo di storia.

Come risparmiare

Uno dei maggiori dubbi dei consumatori che lasciano la tranquillità delle tariffe regolate dell’autorità dell’energia è la speranza di conseguire risparmi in bolletta. Non a caso il mercato libero è un po’ più caro di quello a tariffe tutelate, anche perché vi sono servizi aggiuntivi, Ma sono possibili risparmi fino al 7-9% per le offerte a prezzo fisso, e in genere costano meno i contratti stipulati online.

Nel monitoraggio annuale del mercato l’autorità Arera ha fatto il punto sugli strumenti dati ai consumatori per potere scegliere in modo consapevole.

Il primo strumento è il portale offerte (www.ilportaleofferte.it) nel quale l’autorità dell’energia mette a confronto tutti i prezzi del mercato libero. Secondo il censimento, un anno fa per il settore elettrico «erano visualizzabili 774 offerte per i clienti domestici», specifica l’autorità Arera, e 705 per le piccole imprese. Il 57% di tutte le offerte per il gas erano a prezzo fisso. «Per il settore del gas, risultavano visualizzabili 887 offerte commerciali per i domestici, 673 per i condomini uso domestico e 792 per i non domestici. Di queste il 52% era a prezzo fisso».

L’altro strumento per aiutare i consumatori a scegliere è il contratto obbligatorio secondo i criteri Placet: tutti i venditori di gas e luce devono avere nel bouquet delle offerte tariffarie anche questa tipologia di contratto, uguale per tutti e quindi confrontabile.

Piace il prezzo fisso

Le famiglie sul mercato libero preferiscono in maniera preponderante le offerte a prezzo fisso rispetto a quelle con prezzo variabile: per il settore elettrico l’85,9% dei nuovi contratti siglati dai clienti domestici consistevano in offerte a prezzo fisso (+2% rispetto al 2017); nel settore del gas, tale preferenza è leggermente meno frequente, ma comunque prevalente (70,4% nel 2018 con +1,8% rispetto al 2017).

Si riducono i reclami (165.200 su 29,5 milioni di clienti).e i pasticci di fatturazione («Il minimo dal 2012», avvisa l’Arera, «meno di 13.200 per il mercato libero e circa 3.100 nella maggior tutela»).Sono stati contestati 2.529 contratti (di cui 849 aziende), pari allo 0,07% dei contratti.

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