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Energia, la sfida del libero mercato si gioca sui servizi

La transizione verso la sostenibilità è una delle sfide principali che i settori dell’energia, dei rifiuti e dell’idrico stanno affrontando: il che significa, tra le altre cose, più fonti rinnovabili, più attenzione al valore dell’acqua ed economia circolare. Il tutto in un mercato che si avvia alla liberalizzazione per quanto riguarda la luce e il gas, con operatori che dovrebbero puntare non solo sul prezzo ma anche sull’arricchimento dei servizi. Senza dimenticare l’importanza di rendere i consumatori sempre più consapevoli, ovvero in grado di operare delle scelte il più possibile razionali in questo mercato e di comprendere gli aspetti rilevanti dei servizi che vengono offerti. Sono questi alcuni dei principali elementi della visione di Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che ha di recente presentato la sua relazione annuale 2019 a governo e parlamento.

Energia, idrico e rifiuti verso la sostenibilità. «L’energia, l’idrico e i rifiuti stanno vivendo una fase di trasformazione molto importante. Nel campo dell’energia il tema è quello della decarbonizzazione, cui si affiancano anche altri aspetti come il cambio radicale dell’assetto del sistema elettrico, perché con la generazione distribuita ci si sta muovendo da una struttura gerarchica con una produzione centralizzata a un ruolo crescente della produzione diffusa», spiega Stefano Besseghini, presidente di Arera.

Su questo fronte c’è da osservare che decarbonizzazione vuol dire anche passaggio da fonti energetiche come il carbone e i combustibili fossili a fonti rinnovabili: nel 2018 in Italia la produzione di energia elettrica ha visto un boom dell’idroelettrico, che ha segnato un +36,1%, e nel loro insieme le rinnovabili sono cresciute del 10%, nonostante la contrazione del fotovoltaico (-7,1%), e dell’eolico (-1,4%).

«Nel settore idrico la trasformazione principale è legata ai cambiamenti climatici: il valore del bene acqua è sempre più riconosciuto come fondamentale, c’è più attenzione per esempio al tema delle perdite dell’acqua, e si arricchisce di nuovi aspetti, come la misura, che è il primo modo di rendere consapevole il consumatore del valore dell’acqua», continua Besseghini.

Per quanto riguarda i rifiuti, la chiave sta nel passaggio all’economia circolare. Anche in questo caso «i meccanismi di recupero di materia e di energia sono elementi che hanno bisogno di passare attraverso una maggiore consapevolezza dell’utente sulla raccolta differenziata e sugli impianti adeguati per gestire questi processi».

Il passaggio al libero mercato. Poi c’è la consapevolezza legata «al fare scelte in un settore in cui c’è un mercato che va liberalizzandosi, con una dinamica non così rapida come ci si sarebbe aspettati», sottolinea il presidente di Arera. «Il mercato deve riuscire a esprimere un segnale non solo di prezzo, che in questo momento è il fattore principale che spinge il passaggio dalla maggior tutela al mercato libero. Questo significa che la capacità di offerta del mercato libero non ha ancora agganciato la ricchezza di servizi anche non legati al prezzo: il mercato deve riuscire a esprimere servizi differenti per i diversi tipi di clienti».

Per supportare il passaggio al libero mercato (il 43,4% dei clienti domestici si trova già nel mercato libero per l’elettricità e il 50,1% per il gas), «stiamo cercando di mettere in campo servizi per rendere consapevole l’utente anche delle proprie caratteristiche e dei propri consumi».

Da un lato infatti c’è Portale offerte luce e gas (www.ilportaleofferte.it), che consente di comparare tutte le tariffe luce e gas presenti sul mercato, fornendo alcune informazioni reperibili nella propria bolletta (dal consumo annuo di gas e energia elettrica al codice di avviamento postale) in modo da visualizzare le offerte disponibili e di ottenere per ciascuna una stima della spesa annua cui si andrebbe incontro. Dall’altro lato è attivo dal primo luglio il nuovo Portale Consumi di Arera (www.consumienergia.it): il sito rende disponibili i propri dati di consumo storici, sia per l’elettricità sia per il gas: per ora è possibile visualizzare, anche mediante tabelle o grafici, i dati passati di consumo, le letture e le autoletture degli ultimi 12 mesi, ma verrà esteso a 36 mesi. «Un’ulteriore evoluzione di questo portale è garantire l’accesso a soggetti terzi, con un meccanismo di autorizzazione forte da parte di utenti, che permetterà per esempio ai fornitori di calibrare correttamente le offerte dando servizi più rispondenti alle caratteristiche del singolo utente, con anche il vantaggio di far diventare i meccanismi di ricerca delle offerte più automatici», racconta Besseghini.

Lo scenario dell’offerta. Considerando l’elettricità, nel 2018 è cresciuto in maniera decisa il numero dei venditori sul mercato retail (+73 unità nel mercato libero, raggiungendo il numero di 638 operatori) confermando un trend di espansione. L’operatore dominante dell’intero mercato elettrico italiano resta il gruppo Enel, anche quest’anno con una quota in lieve ascesa al 37,8% dei volumi venduti, seguito a grande distanza da Edison (4,9%) e dai gruppi Hera ed Eni (entrambi intorno al 4,3%); rispetto al 2017, si registra un aumento del livello di concentrazione, passato dal 45,9 al 47% delle vendite complessive.

«Ci sono due aspetti che sono indice di una situazione che va migliorata, ovvero un aumento del numero degli operatori e un aumento del tasso di concentrazione: se ci fosse un mercato che va correttamente alimentandosi di competizione avremmo un indice di concentrazione che dovrebbe diminuire», sostiene Besseghini. «In ogni caso è fondamentale che ci sia una presa di coscienza da parte dei fornitori che marginalizzi condotte aggressive e scorrette, e poi c’è la necessità di abbinare il meccanismo dell’albo fornitori per garantire l’affidabilità tecnica ed economica degli operatori: l’Autorità è disponibile a studiare le condizioni adeguate per supportare lo sviluppo di questo albo».

Il bonus energetico. Un altro tema è poi il bonus energetico, ovvero uno sconto sulla bolletta, introdotto dal governo e reso operativo dall’Autorità con la collaborazione dei comuni, per assicurare un risparmio sulla spesa per l’energia alle famiglie in condizioni di disagio economico e fisico e a quelle numerose. Gli ultimi dati disponibili indicano 2,2 milioni di famiglie con una certificazione Isee utile per l’accesso ai bonus, a fronte di solo 800 mila nuclei che hanno effettivamente usufruito di questa agevolazione (rispetto alla platea dei potenziali aventi diritto si è raggiunto il 36%). «Visto che c’è inerzia rispetto a questa iniziativa, forse anche perché c’è un minimo di onere burocratico da sostenere e probabilmente per mancanza di informazione, la proposta che abbiamo fatto è di rendere possibile lo scambio tra il database Inps che ha visibilità delle famiglie che hanno diritto al bonus e il Sistema informativo integrato (il database per le informazioni dei clienti del mercato libero e tutelato, ndr), in modo che il bonus venga assegnato automaticamente nella bolletta», conclude il presidente dell’Autorità.

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