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Energia, fornitori in botte di ferro

Non si può imporre ai fornitori di energia l’onere di anticipare la restituzione dell’intero gettito dell’addizionale contraria al diritto europeo. Con ordinanza del 20 aprile 2021 Il tribunale di Torino ha rigettato la domanda di restituzione in capo alla società di vendita dell’energia.

L’imposta applicabile ai consumi non domestici di energia elettrica fino a 200.000 kwh di consumi mensili, introdotta dal dl n. 511/1988 (convertito nella legge n. 20/1989) per alimentare gettito degli enti locali. L’art. 6, c. 3, del dl n. 511/1988, disponeva che le addizionali venissero liquidate e riscosse con le stesse modalità dell’accisa sull’energia elettrica; quindi la società somministrante energia elettrica addebitava l’imposta secondo i parametri di norma ai consumatori per poi riversarla alle Dogane.

Dopo l’emanazione della direttiva 2008/118/Ce del Consiglio del 16 dicembre 2008 relativa al regime generale delle accise si era posto il problema del conflitto tra norma nazionale e quella dell’Unione europea: l’art. 1, par. 2, della direttiva, consente di tassare prodotti già gravati da accisa con imposte indirette, a condizione che queste ultime abbiano finalità specifiche e siano conformi alle norme fiscali comunitarie applicabili per le accise o per l’Iva, tuttavia finalità specifica non può essere dimostrata dalla sola destinazione del gettito dell’imposta.PUBBLICITÀ

Nell’estate del 2011 la Commissione Ue, ricevute notifiche in materia da operatori italiani, avviava un’istruttoria per l’apertura di una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano. Da qui l’imposta veniva soppressa con decorrenza 1° gennaio 2012 per le regioni ordinarie dal dlgs n. 68/2011 e a far data dal 1° aprile 2012 per le regioni a statuto speciale dal dl n. 16 del 2 marzo 2012 (convertito in legge 26 aprile 2012, n. 44).

In esito a tale abrogazione le imprese, riconoscendo la natura di imposta delle somme versate, hanno richiesto la restituzione delle imposte versate agli Uffici dell’Agenzia delle dogane competenti per territorio.

Al termine di contenziosi con alterne vicende nei vari gradi di giudizio, la sezione tributaria della Corte di cassazione, a partire dal 2019, ha scardinato quello che doveva essere un razionale meccanismo di rimborso, identificando quale soggetto passivo dell’obbligo restitutorio non le Dogane, bensì le società somministranti energia elettrica.

Ciò ha dato adito ad una serie di contenziosi nei confronti delle società di vendita.

Il tribunale di Torino, prima sezione civile, dopo alcune pronunce di completo allineamento con la posizione della Cassazione tributaria, il 20 aprile 2021 ha emesso un’ordinanza di rigetto della domanda di restituzione in capo a Iren Mercato (assistita dall’avvocato Mariacleme Bartesaghi di SFL Studio legale e tributario): in motivazione si afferma che appare in tensione con il diritto costituzionale imporre ai pochi fornitori l’onere di anticipare la restituzione dell’intero gettito dell’addizionale contraria al diritto europeo.

Da notare come il tribunale di Torino abbia affrontato il profilo comunitario unionale applicando il consolidato principio che esclude l’efficacia orizzontale delle direttive europee: in altri termini non è consentito al giudice nazionale disapplicare una disposizione nazionale che si assume contrastare con una direttiva dell’Unione europea quando la materia del contendere è volta a dirimere una controversia tra soggetti privati.

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