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Energia, export e hi tech: l’asse Europa-Asia «Ma le imprese Ue hanno perso posizioni»

VERONA «Europa e Russia sono vodka e caviale, ma solo il rasserenamento della situazione ucraina può sanare i rapporti che si sono avvelenati in questo periodo: l’Ucraina deve essere ponte e non campo di battaglia». È il punto da cui non si può prescindere per l’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue, Romano Prodi, che al Forum Eurasiatico di Verona ha affrontato il tema delle relazioni tra Europa ed Eurasia.
Il Forum mette a confronto rappresentanti del mondo istituzionale, politico ed economico di Italia, Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan (che sono i 5 Paesi dell’Unione economica eurasiatica), Cina, India e Corea del Sud, e che ha tra i promotori Intesa Sanpaolo e Gazprombank. La due giorni «quest’anno si sta svolgendo in un clima più positivo» ha osservato il “padrone” di casa Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia.
Prodi non ha esitato a evidenziare le incongruenze e i limiti della politica europea di fronte alle sanzioni contro la Russia, decise con l’acuirsi della crisi con Kiev: «Germania e Italia sono i Paesi più colpiti. E la Germania è stata in prima linea nel difendere le sanzioni. Mi sono stupito per l’accordo tra Berlino e Mosca di raddoppiare il Nord Stream: tutto il gas russo passerà dalla Germania. Sarebbe stato preferibile mettere in comproprietà i gasdotti esistenti tra Ue, Ucraina e Russia. La scelta alternativa è nata dalle divisioni europee».
L’impatto delle sanzioni (e dei prezzi in calo) lo ha quantificato il Ceo del colosso energetico Rosneft, Igor Sechin: l’interscambio commerciale russo con la Ue nei primi otto mesi del 2015 è sceso del 39%. Il gruppo ha comunque «in previsione investimenti nel mondo per 22-23 miliardi di euro l’anno nel 2017-2018. I settori più interessati saranno la meccanica e l’industria petrolchimica». Rosneft e Pirelli, «un esempio di collaborazione», e Synthos hanno siglato, a margine del Forum, un memorandum d’intesa per la cooperazione nello sviluppo di un progetto per la costruzione di un impianto di gomma sintetica. Sechin ha spiegato che dopo aver ceduto il 9% di Saras, Rosneft ha intenzione di mantenerne «il 12% e un posto nel board: continueremo a lavorare per un ulteriore miglioramento dell’efficienza della società». Quanto a Saipem, Rosneft è «in contatto con l’Eni anche se la possibilità di una partecipazione della Saipem nei nostri progetti deve essere definita anche con quest’ultima».
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sandro Gozi ha ricordato che «l’Unione economica eurasiatica è molto importante per l’Italia. Crediamo molto al dialogo bilaterale. Però Bruxelles non l’ha ancora riconosciuta ufficialmente». Il panel su Europa ed Eurasia, moderato dal direttore del Corriere della Sera , Luciano Fontana, è stato l’occasione per evidenziare luci e ombre di una relazione politico-economica che ha radici solide. Un esempio è la presenza di Finmeccanica in Russia. «Pur con le difficoltà degli ultimi anni — ha spiegato il Ceo Mario Moretti — Finmeccanica ha portato avanti iniziative perfettamente lecite anche nel mondo delle sanzioni. Stiamo valutando molti contratti, nella sfera dell’automazione, della produzione e fornitura di elicotteri e nuove tecnologie».
Siamo di fronte a «un nuovo dialogo» e a «una innovativa visione delle relazioni economiche da costruire attraverso una prospettiva di lungo termine», ha evidenziato il presidente del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, ricordando che «le nostre economie sono complementari». L’Italia ha intenzione di farsi trovare pronta e come ha spiegato la ministra Maria Elena Boschi, le riforme che il governo sta portando avanti hanno l’obiettivo di rendere il Paese più semplice per attrarre gli investitori.

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