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Energia, 14 miliardi di risparmi e sconti anche nella bolletta del gas per chi sceglie le fonti rinnovabili

Tagliare la bolletta energetica di 14 miliardi di euro (sui 62 attuali). È l’obiettivo, da raggiungere entro il 2020, che si è dato il governo approvando l’ambiziosa Strategia energetica nazionale (Sen). Non solo, nel piano composto da sette punti c’è anche il calo dei prezzi all’ingrosso di elettricità e gas fino livelli europei, 180 miliardi di euro di investimenti privati e il raddoppio della produzione nazionale di petrolio e gas.
Il documento è ora sottoposto alla consultazione pubblica per arrivare alla versione definitiva entro l’anno. Per i consumatori
le novità nell’immediato sono soprattutto due: un taglio degli incentivi Cip 6 e una stabilizzazione di quelli alle energie verdi dovrebbe portare un taglio del costo del Kwh già nel 2013. Poi è in arrivo un “conto termico” per chi converte il riscaldamento di casa a fonti rinnovabili come pannelli solari termici o biomasse e che si tramuterà in uno sconto sulla bolletta del gas.
Il punto di partenza è l’efficienza energetica: incentivare il risparmio (grazie ai certificati bianchi e agli sconti fiscali sulle ristrutturazioni edilizie) eviterà di bruciare 20 milioni di tonnellate di petrolio l’anno, senza pregiudicare la crescita del Pil, e
portare la dipendenza dalle fonti estere al 67% (dall’84% attuale). Punto controverso è il rilancio degli idrocarburi made in Italy. Dal ministero respingono ogni allarme su “trivella selvaggia”: confermato il limite della 12 miglia dalla costa per le perforazioni
off shore e all’interno di questa fascia continueranno a esistere pozzi già approvati e avviati «solo se lontani da zone sensibili e se non confliggono con altre attività come il turismo o la pesca». Portare la produzione nazionale dal 7 al 14% del fabbisogno significa 15 miliardi di euro in investimenti e 25.000 nuovi posti di lavoro.
Gli obiettivi imposti dall’Europa con la direttiva 20-20-20 non solo saranno raggiungi ma superati: nel 2020, il 36-38% del-l’elettricità arriverà da fonte rinnovabile, poi gli investimenti sulla rete elettrica e una maggiore liberalizzazioni dovrebbero far scendere il prezzo. Anche se, ed è questo l’elemento più debole della strategia, sono solo accennate le soluzione all’attuale eccesso di capacità produttiva delle centrali tradizionali e gli effetti del calo dei consumi. Il Gme ha certificato un calo del 7,1% dei volumi alla Borsa elettrica a settembre rispetto ad un anno fa e un calo dei prezzi del 5,6%. Per il metano si punta alla nuova Snam separata da Eni e alla possibilità di velocizzare la realizzazione di un nuovo rigassificatore attivo solo sul mercato spot che ora offre prezzi molto più bassi dei contratti a lungo termine praticati da Russia e Algeria. Allo studio anche aiuti ai raffinatori di petrolio per riconvertire l’eccesso produttivo e aiutare così il calo del costo dei carburanti.

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