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Enel, utile in crescita del 20% “Acceleriamo sulle rinnovabili”

I conti dell’anno della pandemia spiegano una volta di più perché Enel è la prima società per capitalizzazione della Borsa italiana. Nonostante il crollo del giro d’affari, sceso quasi del 20%, il consiglio di amministrazione ieri ha potuto approvare un progetto di bilancio 2020 che vede, al contrario, l’utile netto crescere del 20%. Il che ha permesso all’azienda controllata dal ministero dell’Economia (primo socio con il 23,6% delle azioni) di proporre un dividendo a sua volta in salita di un 9% rispetto a un anno fa.
La società, guidata negli ultimi sette anni dal manager del settore energia Francesco Starace, si è così presentata al mercato con profitti per 2,61 miliardi, nonostante il fatturato sia calato a 64,9 miliardi rispetto agli oltre 83 miliardi di dodici mesi fa.
Di fondo, il risultato è possibile al di là degli inevitabili tagli di costi e dei minori oneri finanziari – perché Enel ormai da qualche anno si trova al centro della transizione energetica. Come utility elettrica, ha abbracciato le green economy , diventando uno dei primi gruppi al mondo nel settore delle rinnovabili, mentre lo vuole diventare anche nelle reti e nei nuovi servizi legati alla mobilità sostenibile e alle smart city.
Non a caso, parlando in videoconferenza con gli analisti di mercato, Starace ha annunciato che «in linea con il piano strategico e i suoi obiettivi di decarbonizzazione e digitalizzazione, prevediamo di accelerare gli investimenti nelle rinnovabili, nel miglioramento della qualità e della resilienza delle reti, nonché nell’elettrificazione dei consumi». Anche perché sono i settori da cui transiteranno anche i fondi del Next Generation Eu: non tutti ovviamente andranno ai progetti Enel, ma sicuramente ne beneficerà l’intero settore.
Questo spiega anche perché Enel capitalizza più di 83 miliardi, mentre Eni – che pure è la terza nella classifica di Piazza Affari subito alle spalle di Intesa Sanpaolo – si ferma a 36 miliardi. Eni comincia di fatto ora la sua transizione verso gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 fissati dalla Ue e il mercato ovviamente non può che tener conto di dove si sta indirizzando il business dei prossimi anni.
Detto questo, anche Enel ha avuto le sue difficoltà nell’anno della pandemia. Per esempio, ha visto ridurre il fatturato per minori vendita di energia nei mercati in Italia e in Spagna, colpiti dal rallentamento dell’economia. E per la stessa ragione ha sofferto in Sud America, a causa dei cambi sfavorevoli e per le minori entrare nel settore delle reti, dove è diventata negli ultimi anni uno dei leader del continente. Nonostante ciò, gli investimenti sono cresciuti e l’anno scorso hanno superato i 10 miliardi. Cresceranno ancora nei prossimi anni.
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