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Enel tratta con i sindacati sugli esuberi. Seimila prepensionati e tremila assunti

ROMA Seimila prepensionamenti in cambio di 3 mila assunzioni. Enel e sindacati hanno trattato fino a notte — senza però arrivare alla firma — per definire i dettagli del nuovo accordo di ristrutturazione del personale, che nelle intenzioni del gruppo dovrà riguardare nel mondo 9.200 dipendenti (su 68 mila) che usciranno tra il 2016 e il 2019 a fronte di circa 4.500 ingressi.
Il negoziato sulla parte italiana del piano, tra Enel e Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil, interessa appunto 6 mila dipendenti (su 33 mila) che potranno volontariamente lasciare l’azienda in anticipo prendendo la pensione secondo quanto previsto dall’articolo 4 della riforma Fornero del mercato del lavoro. Un sistema già adottato in Enel con l’accordo del 9 maggio 2013 che ha favorito il prepensionamento di oltre 4mila dipendenti e l’ingresso di 2.800 giovani.
Il meccanismo della riforma prevede che possano andare in pensione anticipata coloro cui manchino fino a 4 anni per raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia o di anzianità. Il prepensionamento avviene a totale carico dell’azienda che versa ai lavoratori interessati la pensione anticipata fino a quando questi non raggiungano i requisiti di legge, dopo di che sarà l’Inps a erogare l’assegno. Questa volta, però, a differenza del 2013, per finanziare l’esodo, che, secondo fonti sindacali, costerà 1,2-1,3 miliardi l’Enel, ricorrerà in parte ai risparmi che otterrà dalla disdetta di un vecchio accordo che prevede per i pensionati Enel (circa 100 mila) l’esenzione sulla bolletta dal pagamento dei consumi di energia. Uno sconto che vale in media 600 euro all’anno per ogni pensionato. Per limitare il contenzioso, l’accordo firmato ieri, prevede la possibilità di una transazione con una somma una tantum (qualche migliaio di euro secondo l’età del percettore).
È proprio su questo punto (la misura della transazione) e sul welfare aziendale che la trattativa tra l’azienda e i leader sindacali, Emilio Miceli (Filctem), Carlo De Masi (Flaei) e Paolo Pirani (Uiltec) si è inceppata. La Cgil in particolare verificherà oggi al suo interno se siglare l’ipotesi di accordo.
L’altra volta l’intesa funzionò alla grande, tanto che le domande di prepensionamento furono molte di più delle 3.500 previste.

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