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Enel sfida Telecom sulla fibra. Arriva l’offerta per Metroweb

Dopo Telecom Italia, anche Enel ha formalizzato la propria offerta non vincolante — di cui ormai si parlava da giorni — per Metroweb, la società che ha posato la banda larga a Milano e che ha pianificato di cablare altre dieci città tra cui Roma entro il 2020. Il colosso dell’energia guidato da Francesco Starace ha offerto 806 milioni di euro (in azioni e cash) a F2i e a Cassa depositi e prestiti, che possiedono rispettivamente il 53,8% e il 46,2% di Metroweb, quote che i due soci vogliono valorizzare.

L’offerta di Telecom, che dovrebbe scadere oggi, prevede invece un valore complessivo dell’azienda della rete di 816 milioni. La sfida tra Enel e Telecom è aperta. Per la società energetica l’acquisizione di Metroweb sarebbe complementare al piano che ha portato alla nascita in dicembre di Enel Open Fiber, la società che si occuperà di portare l’ultimo tratto di fibra ottica in quelle case in cui verrà sostituito il vecchio contatore elettrico con quelli «intelligenti» di seconda generazione, e che interesserà circa 33 milioni di famiglie. Starace una decina di giorni fa aveva spiegato che «Metroweb è presente in città dove non è presente Enel». Quanto a Telecom, c’è interesse per Metroweb anche se l’amministratore delegato Flavio Cattaneo lunedì scorso ha spiegato che verrà acquistata «se il prezzo sarà giusto»: «Abbiamo tutte le potenzialità — ha spiegato — perché copriamo il 47% del territorio e un target per il 2018 all’84% con una penetrazione importante» pari a 20 milioni di abitazioni.

Sulla partita tra il big dell’elettricità e il big delle telecomunicazioni è intervenuto anche il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, che ha ricordato la necessità di preservare «il superiore interesse del Paese». Giacomelli ha anche anticipato che prima della pausa estiva ci sarà la partenza di tutti i bandi per la banda ultra larga nelle aree C e D, cioè in quelle zone dove non c’è mercato. Il progetto dell’Italia per colmare il gap con il resto d’Europa ha incassato ieri i complimenti di Bruxelles. Per il vicepresidente della Commissione Ue per il Mercato unico digitale Andrus Ansip «è un piano davvero buono» e anche la parte che riguarda le aree a fallimento di mercato, dove è necessario un intervento pubblico, «va nella giusta direzione».

Francesca Basso

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