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Enel Gp vince la contesa su Lageo

Enel Green Power porta a casa un risultato importante per l’investimento avviato nel 2001 in El Salvador e che negli ultimi 5-6 anni era rimasto impigliato in un contenzioso, sfociato in un lodo arbitrale, con il partner dell’energia a controllo pubblico. La Corte di Cassazione di Parigi ieri ha dato ragione alla società italiana, respingendo il ricorso della società salvadoregna Inversiones Energeticas (Ine) contro l’esito del lodo arbitrale di Parigi attivato da Egp nel 2008.
La vicenda riguarda la jv Lageo costituita nel 2001 con Ine, operatore salvadoregno controllato dallo Stato, per lo sviluppo della geotermia nel paese. Egp era stata scelta con un bando di gara il cui obiettivo era quello di coinvolgere un partner estero che apportasse know-how e capacità di investimento a un operatore che aveva i conti in rosso. La partnertship si era sviluppata e la jv aveva presto portato in conti in attivo. Una clausola dell’accordo prevedeva la possibilità per Egp di capitalizzare gli investimenti in partecipazioni azionarie della società. Dopo essere partita con una quota dell’8%, Egp nel corso degli anni era salita fino a raggiungere il 36 per cento. Finchè, tra il 2006 e il 2008, con la realizzazione di un impianto da 40 megawatt era stato chiesto un ulteriore adeguamento della quota azionaria, che però Ine aveva negato. In quel periodo, frattanto, il governo del Paese era cambiato e una nuova posizione meno aperta alla presenza di capitale straniero stava prendendo corpo. Tanto più che, in virtù del nuovo investimento, Egp avrebbe preso il controllo della società passando dal 36 al 53 per cento.
L’attivazione del lodo arbitrale di Parigi, previsto dal contratto, aveva portato la società italiana, già nel 2011, ad ottenere un esito a suo favore. La controparte Ine non aveva accettato il risultato e, tra il 2012 e il 2013, aveva presentato un ricorso perdendolo. Non soddisfatta, Ine si era rivolta alla Corte di Cassazione di Parigi, che ieri si è espressa dando ancora un volta ragione a Egp.
Adesso la palla passa alle autorità politiche di El Salvador. Ma nel frattempo il clima nel paese è cambiato: il nuovo presidente eletto nella primavera scorsa, Sanchez Ceren, ha annunciato di voler vedere entro la fine dell’anno risolto il contenzioso con il gruppo Enel. E questo per un motivo ben preciso: dal 2005, da quando cioè erano iniziati i primi problemi nella jv, gli investimenti esteri nel Paese avevano cominciato a scendere fino a raggiungere un livello irrisorio negli ultimi anni. La vicenda di Egp nei fatti si era trasformata in una sorta di benchmark negativo della capacità di El Salvador di garantire la certezza del diritto per chi investiva nel Paese. Il braccio di ferro, su iniziativa di Edp, era intanto arrivato fino a Ciadi, il tribunale internazionale tra gli Stati e le società riconosciuto dalla convenzione di Washington cui El Salvador aveva aderito.
Per il gruppo Enel la jv Lageo ha un’importanza strategica. La società genera un ebitda di circa 120 milioni di dollari e contribuisce al 25% del fabbisgono energetico del Paese. Ma è soprattutto uno dei pilastri del mercato elettrico integrato che il gruppo italiano sta costruendo in America centrale, assieme agli altri investimenti in Messico, Costarica e Panama. La presenza in quei Paesi ad alta crescita e ricchi di diversi fonti di energia consente a Egp di svilupparsi velocemente facendo perno anche su importanti sinergie legate a quel network.

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