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Enel, Endesa esce dall’Irlanda

Endesa, controllata spagnola di Enel, è pronta a cedere Endesa Ireland al colosso energetico Sse (Scottish & Southern Energy). La notizia, riportata ieri dal quotiano spagnolo Expansion, non è stata confermata né da Enel né dalla sua partecipata, ma l’operazione sarà ufficializzata già nei prossimi giorni e le due parti dovrebbero chiudere l’accordo a un prezzo superiore ai 300 milioni di euro con un impatto positivo sui conti di Endesa pari a 400 milioni di euro circa, considerando anche i debiti collegati alle attività irlandesi.
Si chiude così una telenovela durata quasi due anni visto che la società era entrata nella lista delle attività di Enel destinate alla vendita ormai da fine 2010. Nelle scorse settimane era emersa con insistenza la candidatura del fondo statunitense ContourGlobal che, già un anno fa, aveva rilevato dal gruppo elettrico il 73% delle controllate bulgare Maritza East 3 ed Enel Operations Bulgaria per 230 milioni di euro. Il fondo americano era vicino a chiudere per 200 milioni di euro, ma ha avuto difficoltà a sostenere l’acquisto a un prezzo ragionevole per Endesa di fronte alla situazione dei mercati del credito e all’incertezza dell’economia irlandese. Al contrario Sse è solido dal punto di vista finanziario – può contare su un cash flow annuale di oltre 2 miliardi di euro – e potrà ridurre i costi integrando le aziende che già possiede in Irlanda con quelle di Endesa. La società scozzese, infatti, ha il 20% del mercato britannico e punta a rafforzarsi anche nella vicina isola dove, nel 2008, ha comprato Airtricity (rinnovabili) per 1,4 miliardi di euro.
Endesa, che ieri ha proposto Salvador Montejo Velilla come sostituto nel cda del dimissionario Luis de Guindos, nominato ministro spagnolo dell’Economia, possiede in Irlanda quattro centrali (acquistate nel 2009 per 450 milioni di euro) per una potenza complessiva sopra i mille megawatt, ha avviato un progetto per un ciclo combinato a gas e ha acquisito altri due siti, Shanonbridge e Lanesboro, per incrementare la capacità installata.
Con questa operazione, Enel centra un altro obiettivo nel piano di dismissioni in programma entro il 2016. Dopo la cessione del 5% di Terna, restano in pista altri due tasselli: la vendita di una linea di alta tensione tra Brasile e Argentina e del 10% della Bayan (che controlla una miniera di carbone in Indonesia). Dall’intero piano Enel conta di incassare 1,8 miliardi di euro per destinarli in parte (1,3 miliardi) all’acquisto di quote di minoranza delle società partecipate da Enel Green Power e in parte alla riduzione del debito. Che, alla fine del primo trimestre, era di 45,6 miliardi di euro e che il gruppo punta a ridurre a 30 miliardi nel 2016.

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