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Enel conferma i target Super utile semestrale a quota 2,27 miliardi

La performance di Enel nel primo semestre conferma il trend di crescita già evidenziato a inizio anno. Il gruppo guidato da Francesco Starace ha chiuso i sei mesi con aumento dell’utile netto ordinario, significativo ai fini del pagamento del dividendo, del 20,3% a 2,277 miliardi di euro (+9,7% il risultato netto consolidato, a 2,21 miliardi). L’incremento dell’utile è stato sostenuto dall’aumento dell’Ebitda di un miliardo di euro (+13,4%, a quota 8,9 miliardi) che in buona parte è stato prodotto dalla crescita organica del gruppo oltre che a efficienze operative. E che ha più che compensato gli oneri legati all’adeguamento di valore di due centrali a carbone cilene (con una svalutazione di oltre 300 milioni) per le quali Enel ha raggiunto un accordo con il governo locale in vista della chiusura, della centrale russa di Reftinskaya in via di cessione e all’applicazione del principio contabile Ifrs16.

La capacità di sostenere lo sviluppo con i flussi di cassa dell’attività operativa è ancora una volta ribadita: questi hanno raggiunto i 4,9 miliardi nei primi 6 mesi (+13%) e hanno consentito di sostenere investimenti in aumento del 30% e pari a 4,1 miliardi nel semestre. Il debito si attesta a 45,3 miliardi: ieri il cfo Alberto De Paoli ha confermato i target di fine anno e la riduzione del debito do sostenere con la crescita dei flussi di cassa e cogliendo opportunità attraverso dismissione. Il risultato operativo segna un aumento del 6,9 per cento, pari a quota 5,2 miliardi.

In occasione della conference call con gli analisti ieri Starace ha fornito alcune anticipazione sul piano industriale che sarà presentato a novembre. «Sarà un business plan basato su una forte crescita organica e importanti flussi di cassa, mentre saranno più evidenti gli effetti del processo di digitalizzazione – ha detto -. Ribadiamo l’interesse per acquisizioni di medie dimensioni soprattutto sulle reti (restiamo scettici sui big deal nonostante i tassi di interesse bassi) e continuerà il consolidamento delle minoranze in Sudamerica». Starace ha inoltro rivelato che nel piano sarà annunciata la strategia di chiusura delle centrali a carbone possedute dal gruppo a livello globale. «Ci saranno sorprese – ha chiosato -. Queste centrali difficilmente possono essere chiuse, la loro dismissione passa per operazioni di cessione oppure possono essere convertite in qualcosa di diverso». Come è noto per il mercato italiano Enel ha proposto la conversione a gas (o a turbogas) di quattro centrali a carbone per raggiungere i target di decarbonizzazione in Italia.

Restando sul mercato nazionale, Starace ha detto di aspettarsi un rinvio parziale dell’abolizione della maggior tutela prevista nel giugno 2020. «Non mi aspetto che ci sia un’interruzione improvvisa – ha detto-. Piuttosto mi aspetto che assisteremo a un parziale phase out, con il microbusiness e i clienti retail resteranno nella maggior tutela per qualche tempo. Anche perchè nel frattempo sarà necessario ridurre l’elevato numero di rivenditori presenti sul mercato». A fronte delle domande sui negoziati in corso tra Tim e Open Fiber sull’integrazione delle reti in fibra, Starace ha detto che il confronto va avanti, in particolare sugli aspetti antitrust e regolatori, ma che in ogni caso «non c’è fretta, la casa non brucia. Ci sono varie modalità per creare valore, ma indicazioni su quale strada imboccare emergeranno nei prossimi mesi», ha chiosato.

Alla luce di risultati Starace ha ribadito la fiducia nella possibilità di raggiungere e anche migliorare non solo i target di quest’anno, ma anche gli obiettivi di medio periodo del piano industriale. Tra gli aspetti che caratterizzeranno la seconda parte del 2019 ci saranno un crescente contributo delle rinnovabili (Epg) con l’entrata in esercizio di nuova capacità per circa 3 gigawatt e «crescenti benefici derivanti dalla strategia di maggiore attenzione al cliente e dalla crescita focalizzazione sulle attività di EnelX nel business della mobilità elettrica e del demand response».

Tornando ai conti dei sei mesi, i ricavi segnano una progressione, dell’8,2 per cento a quota 38,9 miliardi, sia per il consolidamento in Brasile di Eletropaulo, ma anche per «l’accordo tra Edesur e il governo argentino per la risoluzione di temi regolatori pendenti; alle rinnovabili in Nord e Sud America e alla generazione convenzionale in Italia e in Cile».

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