Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Enel allenta la presa sulla Spagna

Il nuovo ad di Enel, Francesco Starace, dovrebbe alzare il velo i primi di luglio su alcuni passaggi importanti della sua strategia. Il nuovo manager potrebbe portare in cda la prima settimana di luglio un’informativa sulla nuova organizzazione della società e sulla ridefinizione degli asset da mettere in vendita. La tabella l’ha preannunciata ieri parlando a margine del “World energy investment outlook”. «Abbiamo deciso di mettere sul piatto un numero diverso e più grande di asset possibili in modo tale che da questo gruppo di possibili dismissioni pescheremo quelle che a noi convengono di più – ha ribadito -. Non c’è una scelta dettata da concetti di geopolitica o di convenienza strategica, c’è semplicemente una scelta di potenziali opzioni tra cui sceglieremo quelle che a noi convengono. Nelle prossime due settimane elencheremo queste potenzialità in maniera esplicita».
Difficile pensare che il manager proceda a comunicare un elenco dettagliato di asset in vendita prima di aver concluso accordi, perchè questo farebbe cadere i prezzi. Le attività che potrebbero finire nel calderone delle cessioni includono sicuramente Slovacchia, Romania e Russia, con le centrali di Ogk-5. Qui le motivazioni non sono geografiche, quanto legate alle politiche regolatorie che hanno reso negli anni meno redditizio il business o complessi rapporti con l’azionista-Stato, come nel caso della centrale di Slovenske Electrarne in cui il governo locale possiede il 34% del capitale. In verità la vendita di queste attività potrebbe da sola far raggiungere il target dei 4 miliardi di euro entro fine 2014 concordato dall’ex ad Fulvio Conti con le agenzie di rating. Non è da escludere, però, che Starace voglia ampliare i propri margini di manovra nell’evenienza che le trattative su alcuni di questi asset si rivelino più complesse del previsto: basti pensare alle centrali russe che difficilmente potrebbero trovare altri compratori diversi dai russi e le tensioni che caratterizzano in questa fase i rapporti tra Europa e Russia. A questo va aggiunto il fatto che Starace ha mal digerito l’interventismo statale spagnolo che con manovre regolatorie a sorpresa negli ultimi anni ha tartassato il settore in un mercato che comunque è in forte crisi. Dunque, un lento ma progressivo disimpegno dalla Spagna può essere preso in considerazione anche perchè il nuovo ad non fa mistero di preferire innovazione tecnologica e energie rinnovabili ai sistemi tradizionali di generazione. L’ipotesi immediata (anche se può richiedere tempi lunghi) potrebbe essere lo scorporo di asset (generazione o distribuzione) da Endesa per venderli o aprire il capitale ad altri soci. Nel lungo periodo – ma non ora perchè costerebbe troppo – Enel potrebbe togliere dal listino Endesa per accentrare il controllo e la presa sugli asset sudamericani. Lo stesso Starace ha ammesso che, però, per la fine dell’anno non saranno finalizzate le dismissioni; tutt’al più ci saranno accordi preliminari che verranno formalizzati nel 2015. Quanto alla nuova organizzazione, l’ad dovrebbe elimanare le divisioni per accorpare in grandi macro aeree le attività sparse in vari paesi per la generazione, distribuzione, mercato e rinnovabili.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa