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Enel: 40 banche rifinanziano 9,4 miliardi

Il gruppo Enel ha colto al volo l’opportunità fornita dal rinvio dell’applicazione dei principi di Basilea 3 deciso a inizio 2013. Le banche si sono trovate con maggiore liquidità a disposizione e il gruppo guidato da Fulvio Conti ne ha approfittato per anticipare i tempi, rinegoziando al 2018 la scadenza della linea di credito rotativa da 10 miliardi che sarebbe cessata nel 2015.
Il pool di banche, che ha sottoscritto 9,44 miliardi contro 5 miliardi chiesti in partenza, è stato ampliato fino a 40 istituti. Tra le new entry Hsbc, che ha sottoscritto una tranche da 350 milioni. UniCredit resta tra le banche maggiormente impegnate nel finanziamento, con una quota sopra 500 milioni. Intesa ne ha sottoscritti circa 350, mentre tra i gruppi più esposti ci sono anche Ubi, Bnp-Bnl, Bbva, Bank of Tokyo, Citi e Jp Morgan.
Enel ha confermato ieri la firma del contratto – come anticipato da IlSole24ore del 9 febbraio – avvenuta nel fine settimana ad Amsterdam. «Con questa operazione Enel rafforza ulteriormente il proprio profilo di liquidità – ha dichiarato Luigi Ferraris, direttore finanza amministrazione e controllo di Enel – allungando la scadenza di una linea che vede un’ampia partecipazione di controparti bancarie e che conferma la fiducia del mondo bancario sulla capacità del gruppo di far fronte ad i sui impegni futuri».
La strategia del gruppo Enel negli ultimi anni è stata quella di mantenere una solida base di liquidità in grado di fronteggiare periodi di turbolenza finanziaria. I mezzi liquidi a fine settembre 2012 ammontavano complessivamente ad oltre 21 miliardi di euro: di queste riserve di cassa per oltre 7 miliardi di euro, il resto disponibilità finanziarie derivanti da linee di credito bancarie aventi anche funzione di back up. La linea da 10 miliardi era quella più importante: Enel di fatto non la usa, ma averla a disposizione aumenta gli indici di liquidità soprattutto dal punto di vista delle agenzie di rating. Le quali, però, quando un finanziamento arriva a 12 mesi dalla scadenza lo stralciano dagli indici. Da qui l’importanza di allungare la scadenza della linea da 10 miliardi, anche se la società aveva ancora un anno di tempo – fino ad aprile 2014 – per eseguire l’operazione. Le condizioni spuntate – 170 punti base sull’Euribor in caso di utilizzo parziale – sono ben al di sotto dei 200 punti base quotati dal Cds di Enel al momento in cui sono state mandate le lettere alle banche. I 170 punti (che salgono a 195 punti base nel caso di primo utilizzo) sono il riferimento per calcolare le commissioni di non utilizzo, il prezzo effettivamente pagato da Enel: sono pari a 68 basis point (il 40% dello spread sull’uso parziale) 16 basis point in più rispetto al costo sostenuto per la vecchia linea.

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