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Endesa gira a Enel altri 6,35 miliardi

Nuovo dividendo straordinario per Endesa, che ha deliberato un ulteriore cedolone (che andrà per il 92,06% alla controllante Enel) pari a 6 euro per azione, per un totale di 6,352 miliardi di euro. Il dividendo – sotto forma di acconto sugli utili 2014 – si somma a quello di 7,795 euro per azione, già comunicato lo scorso 17 settembre, di 8,252 miliardi di euro. Si tratta quindi di una remunerazione complessiva per gli azionisti Endesa pari a 13,8 euro per azione: «E’ il maggior dividendo mai distribuito prima in Spagna», ha esordito il presidente della società Borja Prado, aprendo a Londra l’investor day . Entrambe le cedole verranno messe in distribuzione il 29 ottobre e rappresentano per la parte già annunciata a metà mese la distribuzione di dividendi a fronte della cessione ad Enel degli asset di Enersis in Sud America (per lo stesso importo pagato da Enel a Endesa, al netto dei 660 milioni che invece sono andati alle minoranze).

Non è detto tuttavia che la struttura azionaria di Endesa resti per sempre quella attuale: una decisione è attesa per la fine di ottobre e secondo rumors di mercato si sta pensando di aumentare il flottante, dall’8 al 25-30%. Ma per ora è ancora indeterminata la scelta, insieme peraltro al modo in cui verrebbe realizzata (offerta pubblica di vendita o private placement); in ogni caso, avverrebbe dopo la maxi distribuzione delle cedole. La distribuzione del primo maxi dividendo, ha spiegato Prado, «consente ai soci di monetizzare il disinvestimento in America latina a premio rispetto al valore massimo degli ultimi 3 anni». Per quanto riguarda il nuovo dividendo straordinario – da 6,35 miliardi – questo «ha per oggetto il re-leverage della società, per ottimizzare la propria struttura finanziaria». In pratica si indebiterà per pagare il maxi-cedolone. In una nota si legge che «sarà in parte finanziato da un prestito di 4,5 miliardi di euro a 10 anni al tasso fisso del 3% e da una linea di credito da 1 miliardo ad un anno all’euribor maggiorato dello 0,6%» più altre soluzioni interne, indebitandosi complessivamente per l’intera somma e portando il debito totale di Endesa a 7,5 miliardi, con un rapporto Debt/Ebitda di 2,5 volte (in linea con la media di settore europea).
Confermate le dimissioni di Andrea Brentan, ad di Endesa. Al suo posto è stato nominato D. Josè Damian Bogas. Ieri la società ha anche annunciato la prossima politica di dividendi (che prima non c’era mai stata): Endesa conta di aumentare nel 2015 e nel 2016 almeno del 5% (rispetto all’anno precedente) la remunerazione ordinaria per i soci, che per quanto riguarda il 2014 (in pagamento nel 2015) sarà di 0,76 euro per azione, aggiuntivi rispetto ai due dividendi straordinari. Sul fronte dei conti, Endesa punta ad un ebitda di 2,9 miliardi nel 2014 e 2015 per arrivare a 3,1 miliardi nel 2016; gli altri obiettivi riguardano un risultato netto di un miliardo nel 2015 e di 1,1 miliardi nel 2016. In Borsa tuttavia ieri il titolo ha perso il 2,15%. Dal punto di vista qualitativo, Endesa ha annunciato che prenderà una decisione sull’offerta per gli asset spagnoli di E.on «tra qualche giorno»; più in generale, Endesa guarda a «operazioni che possono generare cash flow» per i soci. Per quanto riguarda invece l’Italia, Enel avrebbe presentato un’offerta non vincolante per i clienti E.on.
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