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Enav, a segno l’Ipo chiusa a 3,3 euro Domanda boom: otto volte l’offerta

Enav taglia il traguardo della privatizzazione in un contesto finanziario complicato dopo la decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Unione Europea. E lo fa con risultati al di sopra delle più rosee aspettative, a cominciare dal prezzo finale di vendita fissato a 3,3 euro, nella parte alta della forchetta definita all’avvio dell’offerta (2,9-3,5 euro), che corrisponde a una valorizzazione della società guidata da Roberta Neri a 1,78 miliardi di euro. Ieri, in serata, il ministero dell’Economia ha ufficializzato l’esito dell’operazione che porterà a un incasso per il Tesoro di 759 milioni (al lordo di commissioni e delle spese per l’operazione e che saliranno a 834 milioni se sarà esercitata integralmente la greenshoe).
Continua pagina 21 Celestina DominelliContinua da pagina 19 «La privatizzazione di Enav – ha commentato il titolare di Via XX Settembre, Pier Carlo Padoan – si è chiusa con successo, nonostante la fase di turbolenza che stanno attraversando i mercati per il dopo Brexit. Non si può non sottolineare che la domanda è stata pari a circa 8 volte l’offerta. Hanno aderito all’offerta sia risparmiatori e dipendenti, sia grandi investitori italiani e stranieri».
Ed eccoli i numeri della privatizzazione, tra le cinque principali messe in cantiere in Europa dall’inizio del 2016: la domanda finale, come detto, si è attestata a 1.814 milioni di azioni – a fronte dei 230 milioni di titoli immessi sul mercato (252,6 milioni includendo anche la greenshoe) – ed è risultata pari a circa 8 volte l’offerta (7,7 volte al lordo della greenshoe). Nel dettaglio, dal pubblico indistinto e dai dipendenti è pervenuta una domanda di 55milioni di azioni, pari a circa 2,4 volte il quantitativo reso disponibile per questi due segmenti (16.413 risparmiatori, di cui 659 dipendenti della società). Dagli istituzionali, invece, la richiesta è stata di 1.759 milioni di titoli, vale a dire 8,5 volte l’ammontare massimo riservato al collocamento istituzionale (il 90% dell’offerta complessiva, come si ricorderà). Una domanda consistente e assai diversificata che ha spinto il ministero a confermare sostanzialmente la ripartizione decisa a monte del lancio, con 207 milioni di azioni riservate agli operatori qualificati (il 90% per l’appunto) e le restanti 23 milioni destinate a retail e dipendenti. Tuttavia, se sarà esercitata la greenshoe, la quota allocata presso gli istituzionali potrà salire fino al 91,9% e il resto andrà all’offerta pubblica (il 9,1%).
Insomma, Enav supera pienamente questo banco di prova e si prepara ad approdare a Piazza Affari il prossimo 26 luglio, forte di un’operazione che ha visto scendere in campo una platea molto ampia di investitori, ben distribuiti geograficamente (a farla da padrone, come sempre in questi casi, sono Uk con il 33% della domanda, seguiti dagli Usa al 30% e con una buona risposta anche degli investitori italiani, attestatisi al 15%) e di altissima qualità, con una significativa presenza di fondi “long term”, assicurazioni, fondi pensione e infrastrutturali. E, a giudicare dai nomi che, secondo fonti di mercato, sarebbero scesi in pista e che erano stati anticipati da questo giornale (si veda l’edizione del 10 luglio), il management e il Tesoro possono ritenersi più che soddisfatti: Pioneer, Azimut, Kairos, Anima, solo per citare alcuni degli investitori italiani entrati nella partita. Mentre, oltreconfine, si sarebbero mossi, tra gli altri, Brookfield, BlackRock, Macquarie, Amp, Amber Capital. E ancora, Jp Morgan e Goldman Sachs Asset Management.
Un book molto profondo e di qualità con investitori di tutto il mondo, quindi, che hanno premiato la solidità del titolo, le sue caratteristiche e la strategia battuta fin qui dal management, l’ad Neri e il presidente Ferdinando Falco Beccalli, ma anche le mosse degli advisor e del consorzio di collocamento che incassano l’ottimo risultato, a cominciare da Rothschild che ha affiancato il Mef. «Ancora una volta, dopo Poste, il mercato ha accolto con grande favore un asset unico a riprova che l’eccellenza italiana trova nel mercato borsistico un ottimo partner», ha spiegato Luigi Labbate, responsabile equity advisory per l’Italia di Rothschild.
Soddisfatte anche le banche che hanno seguito l’operazione. «Va dato merito al ministero e al vertice della società per la decisione presa di procedere con l’Ipo e per il successo conseguito», è il commento di Stefano Rangone, direttore centrale di Mediobanca che, con Barclays e Credit Suisse, è stata global coordinator dell’Ipo (i tre istituti hanno agito anche da joint bookrunner con Banca Imi, UniCredit e Jp Morgan, mentre Vitale&Co è stato valutatore dell’azienda per il Mef). «La natura stabile, regolata e resiliente dei cash flow di Enav, unita ad una politica dei dividendi progressiva ha rappresentato una opportunità unica per gli investitori alla ricerca di “yield play” nell’attuale momento di mercato caratterizzato da tassi estremamente bassi e volatilità dei mercati – ha detto Alessandra Pasini, responsabile banking di Barclays in Italia -. Enav rappresenta il primo Air Traffic Control quotato al mondo a conferma dell’unicità della società per i mercati finanziari». Sulla stessa linea anche Paolo Celesia, head of equity and debt capital markets di Credit Suisse. «La domanda di qualità della quotazione di Enav conferma la validità dell’azienda e la giusta scelta di procedere nell’operazione».

Celestina Dominelli

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