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«Enav è pronta ad agganciare la ripresa»

«Il 2020 è stato un annus horribilis per il settore dell’aviazione. Ma l’azienda è solida, in grado di mantenere una remunerazione nel lungo periodo e pronta ad agganciare la ripresa del traffico areo. Gli investitori hanno capito la decisione di non pagare il dividendo quest’anno a beneficio di una sostenibilità duratura». Paolo Simioni, ad di Enav da un anno, parla appena conclusa la call con gli analisti dopo l’approvazione dei conti 2020 martedì scorso. Il titolo è salito in Borsa, nonostante una giornata trainata al ribasso dal settore bancario.

Nel 2020 avete registrato un calo del traffico del 60 per cento. I ricavi hanno tenuto (-14,6% a 771 milioni) grazie anche al sistema di recupero in tariffa (balance) del calo del traffico oltre il 2 per cento. Il regolatore ha però previsto che recupererete quei fondi solo a partire dal 2023. Come avete affrontato questa fase?

Abbiamo posto molta attenzione al contenimento dei costi per limitare l’impatto della riduzione dei ricavi sul margine operativo lordo, mantenendo inalterata la continuità operativa con i livelli di qualità e sicurezza del servizio che ci contraddistinguono, senza peraltro smettere di investire.

Avete approvato la dividend policy per gli anni a venire. Cosa vi aspettate nel 2021?

Le nostre previsioni si basano sulle stime di Eurocontrol, che immagina un recupero che consenta di chiudere il 2021 con volumi di traffico in calo del 50% rispetto al 2019 e un sentiment positivo sugli anni a venire. Se le aspettative saranno confermate – la cautela è d’obbligo considerata la volatilità – si potrà tornare alla distribuzione del dividendo.

Nel 2020 avete chiesto un prestito di 150 milioni. Chiederete altri finanziamenti?

La società ha una solida struttura finanziaria. A fine 2020 il rapporto debito netto (363 milioni, ndr) su Ebitda è solo del 1,1 volte, lasciando spazio nel 2021, anno nel quale dovremo probabilmente accendere nuovo debito, se verranno confermate le stime che vedono per quest’anno una lenta ripresa del traffico aereo.

I ricavi delle attività non regolate vanno bene, anche per il consolidamento di Ids Airnav . Crescerete anche quest’anno?

Il gruppo Enav è presente con i propri prodotti in 100 paesi nel mondo. Nel 2020 abbiamo raggiunto il record di vendite commerciali, con circa 27 milioni di euro (+40% sul 2019) grazie al contributo di Ids AirNav. Stiamo sviluppando un sistema per integrare dal punto di vista commerciale l’offerta della società del gruppo come Enav, Techno Sky, Ids AirNav e offrire servizi a 360 gradi agli operatori del nostro settore. Tra il 2019 e il 2020 abbiamo vinto commesse in Zambia, Uganda, Brasile. Per quest’anno una crescita a due cifre è possibile. Africa e Sudamerica sono due aree alle quali guardiamo con molto interesse.

Siete stati in Libia nei giorni scorsi. Avete lavorato per la torre di controllo di Mitiga, l’addestramento dei controllori

di volo, ma la partita più importante resta la riapertura

dello spazio aereo.

La Libia per noi rappresenta una doppia opportunità: sul business regolato e su quello non regolato. Riguardo all’attività commerciale, anche grazie al supporto del ministero degli Esteri, siamo riusciti a riattivare una relazione che si era interrotta per i noti fatti bellici. Stiamo ripartendo con tutti i contratti in essere, allora sospesi, e speriamo presto di chiudere l’accordo per la ricostruzione della torre di controllo di Mitiga e altri servizi. Per l’attività regolata lo spazio aereo libico rappresenta un paese strategico. Quasi tutti i collegamenti tra l’Europa e l’Africa equatoriale utilizzano il corridoio che sorvola i nostri paesi: riattivare tale tratta rappresenta una spinta forte per il traffico di rotta, elemento portante del nostro fatturato.

Avete presentato progetti per accedere al Recovery Plan?

Abbiamo presentato progetti per oltre 110 milioni di euro per la digitalizzazione e le infrastrutture sostenibili. I nostri progetti sono passati al vaglio dei ministeri competenti e ci risulta siano stati apprezzati anche dalla Commissione Europea. Fanno parte di un più ampio piano di investimenti in fase di definizione, guardando al 2030. Parliamo di nuovi sistemi di sequenziamento in arrivo degli aeromobili, di completa automazione dei centri di controllo radar e di torre, di digitalizzazione del processo manutentivo. Tra i progetti anche lo sviluppo ulteriore della piattaforma di gestione dei droni.

Il titolo quota 4 euro, poco al di sopra del prezzo di collocamento di 3,3 euro nel 2016. A inizio 2020 era arrivato a 6 euro. Ci sono i margini per recuperare terreno ?

Il titolo ha sofferto quest’anno l’impatto del Covid-19 sul mercato del trasporto aereo, tra i settori più colpiti dalla pandemia. Tutti i principali operatori del settore hanno sofferto in Borsa. Appena il traffico si riprenderà e la regolazione economica della società verrà definitivamente fissata dalla Commissione europea sono sicuro che il titolo riprenderà a crescere. Conferme le abbiamo già avute recentemente, il titolo era sotto i 3 euro fino a fine ottobre ed ora siamo già tornati a 4 euro.

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