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Emissioni Fca, scontro tra Italia e Ue «Pronta la procedura di infrazione»

È di nuovo scontro tra Italia e Commissione europea sulle emissioni delle auto: Bruxelles dovrebbe annunciare oggi l’apertura di una procedura di infrazione a carico dell’Italia per i dubbi sulla compatibilità con le norme Ue del software montato su alcuni modelli auto di Fiat-Chrysler per misurare le emissioni nocive di ossido di azoto (NOx), dopo lo scandalo che ha travolto il colosso tedesco Volkswagen per il software installato su alcuni modelli diesel per truccare i test anti-inquinamento.

Il rumors è stato pubblicato ieri sera dal quotidiano tedesco Handelsblatt. Bruxelles ritiene che l’Italia abbia ignorato volontariamente i dispositivi illegali di manipolazione delle emissioni nelle auto Fca (Fiat-Chrysler).

La reazione del governo italiano non si è fatta attendere. Ieri sera il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha ribadito che le verifiche e i nuovi test effettuati a inizio anno dopo le accuse arrivate da Francia e Germania non hanno evidenziato manipolazioni nelle emissioni dei modelli Fiat500X, Doblò e Renegade.

La replica di Delrio è contenuta in una lettera inviata a Elbieta Bienkowska, commissario polacco responsabile per il mercato interno e l’industria: «Mi è spiaciuto apprendere che nonostante tutte le informazioni dettagliate fornite alla Commissione e alla Germania, intendiate aprire la procedura d’infrazione. Ciò è particolarmente deludente», scrive Delrio, «considerato che dopo la fine del processo di mediazione non abbiamo ricevuto nessuna richiesta ulteriore» dagli uffici di Bruxelles.

Nella lettera Delrio sottolinea che «contrariamente a quanto dichiarato dai vostri uffici, le autorità italiane hanno escluso fin dall’inizio la presenza di dispositivi illegali sui modelli Fiat sia nelle versioni originali sia in quelli ricalibrati». Durante il processo di mediazione abbiamo sottolineato che Fca ha avviato volontariamente una campagna di ricalibratura a febbraio 2016 per migliorare le performance delle emissioni, ben prima che la Germania ci informasse dei risultati emersi dai loro test».

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