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Emissione in yen targata Intesa

È andato tutto esaurito il bond inaugurale di Intesa Sanpaolo in yen da 46,6 miliardi pari a 350 milioni di euro collocato nel difficile mercato delle obbligazioni Pro-Bond giapponesi. «Siamo il primo emittente italiano ad avere affrontato questo mercato – ha commentato Stefano Del Punta, cfo di Intesa Sanpaolo -. Questa scelta si inserisce nel ruolo della banca di essere un emittente globale».
L’istituto di credito ha infatti già collocato sui mercati asiatici due bond in renminbi oltre al Formosa bond, mercati emergenti che si affiancano al consolidato mercato in dollari: in quest’ultimo caso, a gennaio la banca ha ricevuto richieste per 12 miliardi di dollari per il suo bond.
Ora è arrivata la scelta della valuta nipponica non strettamente legata alle necessità di funding in yen, ma dalla volontà di essere presente anche in questo mercato: «Abbiamo risposto ad una necessità di diversificare la base dei nostri investitori che hanno reagito positivamente».
L’imminente scadenza elettorale in Italia non è stato un elemento ostativo a dimostrazione che «sui mercati siamo percepiti come una banca europea solida». Nei dettagli il bond in yen è stato collocato in quattro tranche (3-5-10-15 anni) e ad eccezione della scadenza breve, i prezzi di collocamento si sono allineati alle valutazioni in euro. Tra gli investitori figurano asset management, assicurazioni, private banking e banche locali.
Per quanto riguarda l’anno in corso l’istituto italiano ha un piano di emissioni che contempla scadenze per 11 miliardi di euro di titoli in portafoglio degli investitori istituzionali, senza necessità di collocare bond senior non preferred.
«Non essendo una global SIFI non abbiamo specifiche esigenze di funding in questo comparto. In futuro potremo decidere di fare emissioni di questo tipo con logiche di ottimizzazione del nostro costo del Funding complessivo. Ma sicuramente non nell’anno in corso» aggiunge Del Punta.

Mara Monti

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