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Emily risponde per il Credem

«Compresa l’emergenza, il sistema Paese si è rimboccato le maniche con grandissima operosità e anche con una buona coralità. Non è affatto vero che quando c’è bisogno il Paese non sappia giocare di squadra. Abbiamo avuto la fortuna di sperimentarlo». Non è un romanzo, ma la conclusione di un saggio curato da Roberto Nicastro con Paola Leone e Secondino Natale sulla vicenda che li ha visti protagonisti a partire dall’autunno 2015 e legata al salvataggio di Banca Marche, Popolare dell’Etruria e del Lazio, Carife, e CariChieti. Risoluzione di una crisi (Bancaria Editrice-Abi Servizi, 300 pp. 35 euro) è il racconto dei protagonisti di quella crisi, non l’ultima del nostro sistema creditizio. Saprà davvero il Paese giocare di squadra ancora una volta davanti all’emergenza. Non bisognerà attendere molto per scoprirlo.

Unicredit & A2A

Unicredit punta sulle fintech e offre una soluzione ad A2A. Lo ha fatto trasformando Plick, una app ideata dalla fintech italiana PayDo per facilitare i trasferimenti di denaro tra privati in una soluzione da offrire alle grandi imprese che debbono disporre pagamenti massivi, come ad esempio le utility. La prima società ad adottare soluzione è stata A2A, che utilizzerà Plick per rendere più semplice e veloce per i clienti di A2A Energia riscuotere i rimborsi che finora venivano regolati con assegni di traenza, consentendo agli utenti, con pochissimi click, di convogliare le somme direttamente sui propri conti correnti. In precedenza Unicredit aveva collaborato con Meniga per una serie di tool rivolti alla clientela retail che sono stati integrati nel servizio di mobile banking, con Axyon AI per l’applicazione di algoritmi di intelligenza artificiale a supporto dei team di syndicated loan e, più di recente, con FinDynamic per l’ottimizzazione del circolante dei clienti corporate e si arricchisce ora di un nuovo capitolo.

Assistenti & C.

Si chiama Emily ed è la nuova assistente virtuale di Credem, in servizio effettivo da oggi 15 luglio sul canale Facebook Messenger dell’istituto dopo un positivo iniziale periodo di test. Si tratta in particolare di un chatbot, un sistema di intelligenza artificiale che utilizza degli algoritmi per fornire risposte alle domande degli utenti. Emily, nome scontato per una creatura del Credito Emiliano, migliora l’accessibilità alla banca e consente alle persone che operano a contatto con il pubblico di fornire una consulenza di elevato valore, lasciando all’assistente virtuale le risposte alle necessità di base degli utenti. Il nuovo sistema, attivo 24 ore al giorno e tutti i giorni dell’anno è frutto degli investimenti in innovazione e tecnologia che Credem sta effettuando da anni, anche per soddisfare i crescenti volumi di utenti attivi sui social network.

Mediobanca e i servizi

Quaranta società distribuite in 10 capoluoghi di regione e specializzate in quattro tipologie di servizio: idrico, igiene urbana, trasporto pubblico locale e aeroportuale. È questo il campione di analisi dell’indagine annuale condotta dall’Area Studi Mediobanca sulle maggiori società di servizi pubblici che sarà pubblicata giovedì 18 luglio. I bilanci evidenziano, nel 2017, ricavi pari a 10,4 miliardi di euro, in aumento del 6,5 per cento nel quinquennio 2013-17.

Il futuro di Cr Orvieto

Gioacchino Messina non le ha mandate a dire. Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, venerdì scorso in occasione dell’assemblea, ha mosso una critica pesante e giustificata ai vertici della Banca Popolare di Bari, che meno di dieci anni fa acquisirono la maggioranza della Cassa di Orvieto lasciando alla fondazione il 26,43 per cento della banca. In particolare, la Fondazione Cassa di Orvieto imputa alla PopBari di essere stata zavorra, anziché motore di sviluppo e che la prospettata cessione della quota di maggioranza di Cr Orvieto al gruppo Sri dovrebbe invece consentire un rilancio della Cassa e l’evidenziazione di risultati che già sono positivi. La critica di Messina, si è riferita in particolare alla «svalutazione di un avviamento formatosi nel 2011, a fronte del conferimento di sportelli e di crediti effettuato, appunto, in occasione di un aumento di capitale di CrO, dalla Banca Popolare di Bari per 30,928 milioni di euro, mentre la Fondazione conferiva denaro, in proporzione alla sua partecipazione e alla cartolarizzazione massiva di crediti deteriorati, fatta tra controllante (Banca Popolare di Bari) e controllata (CrO). La prima, ha generato una perdita di 32 milioni e la seconda, di 5 milioni circa, che, sommate algebricamente ai risultati positivi della gestione caratteristica, hanno condotto al risultato negativo, per l’anno 2018, di circa 32 milioni». L’attività bancaria ha chiuso per Cr Orvieto un 2018 positivo, margine d’interesse: 22 milioni; commissioni nette: 14,5 milioni; margine di intermediazione: 31,9 milioni; margine operativo netto: 27 milioni; utile prima delle operazioni straordinarie: 3,407 milioni con un Cet1 ratio dell’11,79 per cento.

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