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Ema, quelle sedi che l’Olanda modificò dopo il sorteggio

Nelle carte segrete di Amsterdam per ospitare la sede dell’Ema ci sarebbero due nomi. Sono gli edifici che avrebbero dovuto ospitare temporaneamente l’Agenzia del farmaco europeo in attesa che venga realizzata la sede definitiva nel Vivaldi Building: il Tripolis-Burgerweeshui-spad 200 and 300 e l’Infinity Business Center-Amstelveenseweg 500. Nomi che dopo l’aggiudicazione del sorteggio beffa ai danni di Milano sono spariti dall’orizzonte perché la sede temporanea proposta dagli olandesi è un’altra: lo Spark Building. Sintetizzando: Amsterdam non solo non ha rispettato uno dei criteri fondamentali richiesti per poter ospitare l’Ema, ma ha cambiato le carte in tavola a bocce ferme, sostituendo i due edifici con uno non contenuto nel dossier di candidatura. A rendere ancora più «stravagante» la situazione è il perché i due edifici siano svaniti nel nulla. La risposta, secondo fonti ufficiose, è perché né il Tripolis né l’Infinity corrispondevano ai requisiti richiesti da Ema per la propria operatività. È come se in un bando di gara uno dei concorrenti non rispettasse il capitolato e venisse comunque ammesso alla gara, e per di più la vincesse non grazie al punteggio accumulato ma con un lancio di bussolotti. Ma anche la nuova sede temporanea sembra risentire degli stessi problemi delle altre due. Lo ha detto senza mezzi termini il direttore generale di Ema, Guido Rasi, parlando di «sede non ottimale» perché «dimezza» lo spazio e allunga i tempi del trasloco. Infatti non sono ancora state pubblicate le gare per individuare chi si dovrà occupare dell’allestimento e difficilmente il palazzo sarà pronto per gennaio 2019.

Maurizio Giannattasio

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